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Scabbia a Roma: l’epidemia dal campo nomadi è pericolosa?

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Un nuovo allarme sanitario tocca la Capitale, e i cittadini romani cominciano seriamente a preoccuparsi. Presso il campo nomadi di Castel Romano, uno di quelli gestiti dalla “cricca” di Buzzi, è stato lanciato l’allarme scabbia. Questa terribile malattia della pelle ha già contagiato almeno 7 persone all’interno del campo e c’è il timore che esca da questo territorio circoscritto e possa cominciare a diffondersi anche tra i comuni cittadini.

Cos’è la scabbia

La scabbia è una di quelle malattie che il benessere e l’igiene moderna sembravano aver sconfitto, almeno in Occidente. Si tratta di un’infezione della pelle che si manifesta con protuberanze e vescicole che poi diventano croste e rendono così la pelle squamosa. All’interno di queste protuberanze vengono deposte le uova dei parassiti della scabbia che poi si aprono, favorendo la diffusione su altre persone. La scabbia può colpire chiunque a qualunque età e si trasmette o per contatto sessuale o quando si scambiano vestiti, asciugamani o altri tessuti che vengono in contatto con la pelle. La scabbia si manifesta in particolare dove c’è poca attenzione all’igiene, come appunto il campo nomadi di Castel Romano, ma a volte le infestazioni si possono verificare anche all’interno di un ospedale o in altri luoghi chiusi. La scabbia non comporta un pericolo per la vita, nemmeno nei bambini o negli anziani debilitati, ma sicuramente comporta diversi disagi dovuti al prurito, eventualmente al dolore, e comunque porta delle conseguenze antiestetiche visto che la pelle risulta rossa, squamosa e con bolle.

Scabbia a Roma: la situazione

L’epidemia di scabbia nel campo nomadi di Roma è stata individuata poche settimane fa dallo staff dell’ospedale San Gallicano ed ha fatto immediatamente scattare l’allarme presso l’Asl Roma C. Oltre a curare i malati, l’impegno principale per lo staff medico è evitare che la malattia si diffonda al di fuori del villaggio, ma l’allerta è alta visto che lì dentro vivono all’incirca mille persone che di certo non possono essere tenute isolate dal mondo. Senza contare i cani randagi che circolano liberamente. Inoltre sono centinaia i minorenni, ospiti del campo, che ogni giorno prendono l’autobus per andare a scuola, e si sa quanto nelle scuole sia facile la trasmissione di qualsiasi malattia.

Foto: Wikimedia Commons
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