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Legge di stabilità: novità per la pensione anticipata

pensione anticipata

Il Governo ha approvato il testo della Legge di Stabilità che, seppur non stabilisca una riforma delle pensioni completa e definitiva, comincia a risolvere alcuni dei problemi che hanno attanagliato migliaia di italiani in questi ultimi anni. Renzi ha infatti regolato in modo definitivo tre metodologie per la pensione anticipata che entreranno in vigore dal gennaio 2016. Andiamo ad analizzarle nel dettaglio.

Part time per chi è vicino alla pensione

Tutti i lavoratori che avranno raggiunto la soglia dei 63 anni e 7 mesi di età tra il 2016 e il 2018 potranno scegliere di passare al regime part time senza perdere nulla sul calcolo finale della pensione. A versare i contributi mancanti ci penserà lo Stato, portando ad un risparmio anche per l’azienda che in questo modo potrà assumere dei giovani e favorire così il famoso ricambio generazionale voluto da Renzi. L’intervento è previsto soltanto per i lavoratori dipendenti del settore privato, non è chiaro se verrà esteso anche al settore pubblico successivamente.

Opzione donna prorogata

Il regime cosiddetto Opzione Donna, stabilito dalla legge Fornero, prevedeva che le donne che avessero 35 anni di contributi versati e 57 anni compiuti (58 per le autonome) potessero andare in pensione anticipata accettando come penalizzazione il passaggio dal calcolo retributivo a quello contributivo (all’incirca si perde il 25-30% dell’assegno). Secondo la legge Fornero questa possibilità sarebbe dovuta scadere il 31 dicembre 2016 ma una successiva modifica aveva anticipato la scadenza alla fine di quest’anno. Con l’intervento nella legge di stabilità, Renzi ha spostato la fine del regime della pensione anticipata con l’opzione donna al 31 dicembre del 2018.

Pensione anticipata per gli esodati

Il fenomeno esodati procede sempre più verso l’estinzione. Per tutelare le persone che, in seguito alla legge Fornero, si sono ritrovate improvvisamente senza un lavoro e senza una pensione, il Governo Renzi ha previsto in legge di stabilità la settima salvaguardia. Ciò significa che verrà assegnata una pensione a tutte le persone che con la vecchia legge pensionistica avrebbero maturato i requisiti per ritirarsi dal mondo del lavoro entro il 6 gennaio 2017. Tra i soggetti compresi in questo ambito dovrebbero rientrare i quota 96 scuola (le persone che hanno raggiunto la quota 96 sommando età anagrafica e anni di contributi), i macchinisti ferroviari e i 64enni del pubblico impiego. Secondo i calcoli del Governo altre 25-26 mila persone riusciranno così a lasciare il mondo degli esodati e ad entrare in quello dei pensionati.

Foto: Freeimages

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