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Allarme pertosse in Italia, a rischio migliaia di bambini

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L’ultimo decesso di una neonata a causa della pertosse risale ad appena una settimana fa, la situazione in Italia si sta facendo davvero preoccupante. Secondo i dati ufficiali della Waidid, l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, ogni anno in tutto il mondo perdono la vita a causa della pertosse circa 300 mila bambini, e ciò che più preoccupa è che il trend è in costante aumento in Occidente.

La paura del vaccino alla base dell’epidemia di pertosse

L’ultimo caso, quello della bambina morta presso l’ospedale Sant’Orsola di Bologna, è emblematico. Solo 28 giorni di vita, non ancora vaccinata, la neonata è morta dopo un paio di giorni di ricovero. La pertosse è una malattia che facilmente può essere scambiata con bronchite o con la semplice tosse, viene troppo spesso sottovalutata e questo errore può rivelarsi fatale. Alcuni falsi miti che circolano soprattutto in rete, ma anche con il passaparola tra i genitori, raccontano di effetti collaterali del vaccino contro la pertosse che comporterebbero delle disfunzioni nei bambini. Oltre a non trovare riscontri nel mondo scientifico, queste leggende mettono in pericolo la vita dei più piccoli perché il metodo migliore per combattere la pertosse è proprio il vaccino.

Come si manifesta la pertosse

I primi sintomi della pertosse possono essere facilmente confusi con quelli di tantissime altre patologie: tosse, naso che cola, starnuti e febbre lieve. I problemi cominciano a sorgere dopo una o due settimane dall’inizio della sintomatologia quando la tosse comincia a diventare più forte e convulsiva, rendendo anche difficile la respirazione per il bambino. La respirazione è talmente difficile che il bambino molte volte emette una sorta di urlo per prendere fiato e può essere scosso da conati di vomito. Negli adulti e negli adolescenti invece i sintomi sono molto più lievi e possono essere scambiati per normale tosse, forse solo un po’ più aggressiva.

La pertosse è una malattia altamente contagiosa. I batteri si diffondono dopo un semplice starnuto o un colpo di tosse, oppure con un contatto tra bocca e naso di una persona infetta. Il contagio avviene sia per inalazione che per contatto con la pelle di goccioline contenenti batteri che poi finiscono nel corpo umano attraverso bocca, occhi o naso. Inoltre l’alto tasso di contagio è dovuto al fatto che la malattia è più contagiosa nelle prime fasi quando ancora i sintomi non sono molto forti e dunque la soglia di vigilanza è più bassa.

Come combattere la pertosse

La pertosse, una volta diagnosticata, dev’essere curata con gli antibiotici. Il problema molto spesso è che nelle prime fasi della malattia essa viene scambiata per qualcos’altro e le cure non sono sufficienti. L’apporto degli antibiotici è infatti più efficace nelle prime fasi della malattia, prima della comparsa degli episodi violenti di tosse. È importante portare immediatamente il bambino dal medico o eventualmente ricoverarlo in ospedale perché la cura è più efficace se iniziata precocemente. La gravità dei sintomi è inversamente proporzionale all’età, cioè più il bambino è piccolo e peggiori sono le conseguenze, tant’è che in età adulta, come detto, possono essere confusi con la normale tosse.

Il metodo più efficace per combattere la pertosse resta comunque il vaccino. Il vaccino contro la pertosse andrebbe effettuato dal 3° mese di vita e poi si dovrebbero effettuare richiami continui fino all’adolescenza. Un dato spiega molto bene l’importanza di questa forma di prevenzione. Secondo i dati ufficiali nei soli Stati Uniti, nel periodo precedente all’introduzione del vaccino, morivano tra i 5 mila e i 10 mila bambini all’anno a causa della pertosse. Dopo l’introduzione del vaccino il numero dei morti annui si è ridotto a 30. Purtroppo, siccome il vaccino non è obbligatorio, sempre meno genitori sottopongono il proprio figlio a questa forma di prevenzione e negli ultimi anni si è registrato un picco dei casi di pertosse. Queste le parole del dottor Giacomo Faldella, primario di neonatologia del Sant’Orsola di Bologna, intervistato da Il Resto del Carlino:

Oggi in Italia si registra un aumento della pertosse. […]  Il problema è che se cresce la quota di persone non vaccinate cala l’immunità di gregge, con gravi rischi per i bambini molto piccoli. […] Il calo dei vaccini ci sta facendo pericolosamente scendere sotto la quota di sicurezza del 95-96%. E questo è davvero un problema. Ai genitori dico di non prendere una simile decisione, che espone i loro figli a seri rischi, sulla base di informazioni magari prese solo su internet. La questione è troppo seria per dar retta a sciocchezze scientifiche o chiacchiere da bar. I vaccini hanno debellato alcune malattie, che proprio per questo non fanno più paura. Su questo devono riflettere i genitori.

Foto: Photl
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