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Ddl concorrenza: in cosa consiste e chi viene coinvolto

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La Camera dei Deputati ha approvato ieri sera il Ddl concorrenza, un nuovo disegno di legge che ora dovrà passare al vaglio del Senato ma la cui approvazione sembra ormai scontata, viste le dinamiche attuali in Parlamento. Pertanto è possibile valutarlo per capire come cambierà la vita degli italiani dopo la sua approvazione. Vengono infatti modificate molte professioni, ma anche l’accesso dei cittadini a diversi servizi quotidiani. Ecco in cosa consiste.

Ddl concorrenza: gli effetti sulla vita di tutti i giorni

Alberghi online: il primo effetto del Ddl concorrenza è togliere al sito Booking.com (e agli altri siti che prevedono prenotazione di alloggi) l’esclusività sull’offerta migliore. Oggi infatti le strutture ricettive che aderiscono al circuito di Booking (ma anche Groupon o altre simili) sono costrette a “cedere” al sito la loro offerta migliore. Ciò significa che le offerte che un albergo propone sul proprio sito non possono essere più convenienti di quelle che un utente può trovare, per la stessa struttura, su Booking. Con il nuovo Ddl concorrenza non sarà più così e ogni struttura può decidere di realizzare un’offerta migliore.

Assicurazioni automobili: le compagnie assicuratrici sono obbligate a praticare sconti nei confronti degli automobilisti che accettano l’installazione della scatola nera, di dispositivi di controllo come l’alcool test, o che accettino le clausole anti-frode, e per quelli che sottoscrivono più polizze su diversi veicoli a guida esclusiva. Eliminata invece la clausola che obbliga l’assicurato a far riparare l’auto solo in determinate carrozzerie autorizzate. Infine gli automobilisti virtuosi, cioè che non fanno incidenti da almeno 5 anni, ma che vivono in città in cui le tariffe assicurative sono più elevate, hanno diritto ad uno sconto sulla polizza in linea con le città meno costose.

Incidenti automobilistici: sarà varata una tabella di risarcimento danni non lievi in caso di incidente stradale.

Bollette: la cancellazione del mercato tutelato viene rinviata come minimo a luglio 2018 (ma potrebbe subire ulteriori ritardi); in compenso però dal prossimo anno sarà più facile comparare online le tariffe energetiche.

Telefonia: i costi di recesso in caso di cessazione della linea o passaggio ad altro operatore devono essere noti all’utente sin dall’inizio del contratto; inoltre tali costi (compresi anche quelli della dismissione degli abbonamenti tv) potrebbero presto ridursi perché saranno proporzionati al contratto stesso.

Poste: Poste Italiane non sarà più detentrice esclusiva, da giugno 2016, della possibilità di inviare notifiche ai cittadini (multe, atti giudiziari, ecc.).

Assicurazioni: i contratti assicurativi e sui mutui dovranno essere più chiari, informare il cliente di ogni costo e il diritto di recessione sarà gratuito per 60 giorni dalla sottoscrizione. Inoltre i costi dei servizi di assistenza telefonici a pagamento non potranno superare le tariffe base delle compagnie telefoniche, comprese le chiamate dai cellulari.

Trasporti: le metodologie di richiesta dei rimborsi per i servizi di trasporto dovranno essere più chiare e i rimborsi immediatamente esigibili con la presentazione del biglietto.

Gli effetti del Ddl concorrenza sulle professioni

Avvocati: nelle società tra avvocati possono entrare i soci in capitale, cioè soci che mettono solo i soldi e non il lavoro. L’unico vincolo è che in una società di avvocati almeno due terzi dei soci devono essere professionisti.

Notai: aumenta il numero di notai in modo (si spera) da presentare tariffe più convenienti. Attualmente sono previsti, per legge, un notaio ogni 7 mila abitanti, dopo l’approvazione si passerà ad un notaio ogni 5 mila. Inoltre il passaggio di proprietà di immobili sotto i 100 mila euro ritorna un’esclusiva dei notai e non potrà più essere regolato da un avvocato come invece avvenuto in seguito all’ultima modifica di legge.

Farmacisti: i farmaci di fascia C con ricetta rimangono un’esclusiva delle farmacie. In compenso però le società di capitale potranno entrare nel ramo delle farmacie ed è stato rimosso il limite delle quattro licenze in una sola società. Nel board delle società di capitale non potranno comparire medici, produttori di farmaci e informatori scientifici.

Fonte: il Sole 24 Ore
Foto: Freeimages

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