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Scandalo emissioni: da Daimler a Peugeot, coinvolte altre case

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Lo scandalo emissioni si allarga e, a quanto pare, non coinvolge solo le Volkswagen o le auto tedesche in generale. Uno studio realizzato dalla European Federation for Transport and Environment ha dimostrato che lo scostamento tra le emissioni dichiarate nei test e quelle effettive su strada riguardano quasi tutte le case automobilistiche mondiali. La domanda che sorge spontanea a questo punto è: come mai i risultati dello studio emergono solo adesso? Ora che l’EPA ha scoperchiato lo scandalo, tutte le voci scomode cominciano a farsi sentire, ma chissà da quanto tempo la truffa era nota alle autorità.

Coinvolte nello scandalo emissioni quasi la metà delle auto mondiali

Per quanto riguarda il mercato del diesel, la situazione risulta davvero preoccupante. I risultati riassunti nel report intitolato Mind the Gap 2015 fanno rabbrividire in parte perché dimostrano che “così fan tutti”, e in parte perché non si capisce come mai questa vicenda fosse nota da 15 anni e nessuno avesse mosso un dito per porvi rimedio. Anzi, la situazione stava peggiorando. Il rapporto dimostra infatti che nel 2001 il numero dei modelli che risultavano avere una quantità di emissioni reali differenti rispetto a quanto dichiarato in fase di test era di circa il 7-8%. Negli anni questa percentuale è cresciuta superando il 10% nel 2004, il 15% nel 2007 e arrivando al 2014 con uno spaventoso 36%: più di un’auto su 3 in tutto il mondo sforerebbe i dati sulle emissioni. Secondo le previsioni degli analisti se nessuno avesse denunciato lo scandalo emissioni, entro il 2020 si sarebbe potuta raggiungere una percentuale anche del 50%.

A causare questa “furbizia” ci sono, secondo i ricercatori, le regole troppo flessibili che lascerebbero diverse scappatoie alle case produttrici, la differenza tra i test e la prova su strada che comporterebbe utilizzi diversi dell’auto, facilmente riconoscibili dalle centraline che possono così essere truccate, e il fatto che nella realtà le auto non vengono usate solo in fase di accelerazione e frenata ma vengono usati per esempio aria condizionata, sistemi di infotainment e altri accessori che portano ad un incremento delle emissioni non rilevate in fase di test.

Le auto coinvolte nello scandalo emissioni

Come sappiamo per ammissione della stessa dirigenza della Volkswagen, ci sono almeno 11 milioni di veicoli truccati. Per la maggior parte appartengono alla casa di Wolfsburg, ma ce ne sono alcuni milioni anche tra Audi, BMW e Skoda. Ma a quanto pare i guai non sono finiti. Secondo lo studio europeo il produttore che sforerebbe più di tutti è Daimler i cui risultati sulle emissioni mediamente sarebbero di circa il 48% maggiori di quelli dichiarati. Dietro il produttore tedesco la seconda compagnia che sforerebbe di più sarebbe la PSA nata recentemente dalla fusione tra Citroen e Peugeot, seguita da General Motors.

Molto più inquinanti di quanto dichiarato sarebbero, secondo i ricercatori europei, anche i veicoli BMW, Renault, Ford e, ovviamente, Volkswagen, mentre tra le case che sforano di poco i parametri dichiarati ci sarebbero Fiat e Toyota. Per quanto riguarda i modelli invece, quelli che sforano di più rispetto a quanto dichiarato sarebbero tre Mercedes (Classe E, A e C), seguiti da BMW Serie 5 e Peugeot 308.

Fonte: Mind the Gap 2015

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