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Redditometro 2015: le voci di spesa che saranno controllate

redditometro 2015

I controlli della Finanza sulle spese degli italiani stanno aumentando a dismisura negli ultimi anni, eppure l’evasione nel nostro Paese è ancora eccessiva. L’evasione fiscale, in particolare dell’Iva, è talmente elevata che ci si potrebbe pagare un’intera finanziaria. Secondo i dati internazionali, in tutta Europa l’italia detiene il quinto posto nella classifica dei Paesi con il più alto tasso di evasione fiscale, dietro Romania, Lituania, Grecia e Slovacchia. Le Regioni in cui, secondo le statistiche, si evade di più sarebbero Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ha varato il Redditometro 2015, ovvero lo strumento del vecchio Redditometro aggiornato alle nuove tendenze per fare in modo di avere dei dati oggettivi sulle possibili evasioni.

Come funziona il Redditometro 2015

Il Redditometro 2015 verrà applicato a partire dalle voci di spesa risalenti al 2011 e servirà per controllare scostamenti eccessivi tra guadagni dichiarati e spese effettuate. Si concentrerà su circa 100 spese di lusso, o voci di spesa “normali” ma che potrebbero essere talmente elevate da essere considerate un privilegio. Per esempio un affitto da 500 euro e uno da 5000 non possono essere considerati uguali. A quelle già note in precedenza, dalle auto di lusso alle barche, fino alle seconde e terze case, si aggiungono altre voci quali:

  • Terme e SPA
  • Sedute nei centri bellezza
  • Abbonamento alla pay-tv
  • Assegni al coniuge
  • Rette per asili nido
  • Investimenti nei fondi
  • Condomini
  • Spese per l’abitazione (mutui, affitti e commissioni per agenti immobiliari)
  • Mantenimento di animali costosi come i cavalli
  • Assicurazioni
  • Acquisto di titoli
  • Sanità
  • Combustibili e manutenzione automobili
  • Mobilio

Il compito del Fisco sarà quello di analizzare la capacità di spesa familiare in base al reddito dichiarato. Nel momento in cui la differenza tra le spese effettuate che comprendono alcune di queste voci si discostasse di oltre il 20% rispetto alla capacità di spesa stimata, l’interessato potrebbe ricevere una convocazione presso la più vicina agenzia delle Entrate per chiarire la sua posizione. La convocazione non equivale già ad una multa o ad una condanna, ma è soltanto una richiesta di chiarimenti.

Foto: Freeimages

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