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Scandalo Volkswagen: cosa accade agli automobilisti italiani

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Da qualche giorno la Volkswagen, casa costruttrice tedesca che detiene marchi molto importanti tra i quali Porsche, BMW e Audi, è sotto accusa in tutto il mondo a causa di uno scandalo scoppiato negli Stati Uniti. È stato infatti scoperto che la Volkswagen truccava i risultati dei test per far risultare le sue auto meno inquinanti di quanto non lo fossero in realtà. In due giorni il titolo in Borsa ha già perso un terzo del suo valore e tra multe, interventi e class action, la casa automobilistica tedesca rischia un danno di decine di miliardi di dollari. I marchi Volkswagen vendono tanto anche in Italia e adesso milioni di automobilisti si chiedono: che ne sarà della mia auto? Cerchiamo di capire cosa accadrà ora.

I modelli coinvolti nello scandalo Volkswagen

Va subito specificato che, anche se si parla di ben 11 milioni di automobili coinvolte in tutto il mondo, in realtà non tutti i modelli di marchio Volkswagen (o controllate) sono stati “truccati”. I modelli di cui si è sicuri finora sono gli ultimi VW Jetta e Golf, mentre sono sottoposti a controlli in questi giorni anche Maggiolino, Passat e l’Audi A3. Secondo gli standard europei i modelli sospetti sarebbero ben 12, ma finché non ci saranno i risultati definitivi non è corretto puntare il dito contro nessuno.

Cosa si rischia alla guida di un’auto coinvolta nello scandalo Volkswagen

Altro punto da chiarire, per tranquillizzare gli automobilisti, è che non ci sono pericoli immediati per la sicurezza. I modelli sotto accusa non saltano in aria, né prendono fuoco o perdono pezzi per strada. Quello che è stato manomesso è il controllo delle emissioni nocive. Secondo le ultime rilevazioni i modelli sotto accusa, Jetta e Golf, hanno emissioni di 6-7 volte superiori alla norma di NOx (Nitrato di Ossido, un gas dannoso per la salute), ma respirare questi gas di scarico non è che uccida all’istante, semplicemente può comportare problemi all’ambiente sul lungo periodo.

Quando verrà ufficializzato il problema e la Volkswagen si sarà attrezzata, i possessori dei modelli sotto accusa verranno contattati perché le auto dovranno essere “richiamate”, dovranno essere apportate le modifiche necessarie a far rientrare le emissioni nei parametri consentiti, e poi verranno restituite ai legittimi proprietari.

Negli Stati Uniti le potentissime associazioni dei consumatori stanno già organizzando una class action per far ottenere agli automobilisti coinvolti un risarcimento danni, in Italia le nostre associazioni chiedono ancora a Volkswagen di effettuare controlli più accurati ma non sembrano voler intraprendere, almeno per adesso, la stessa strada.

Per quanto riguarda il resto del mercato automobilistico, a livello europeo c’è il sospetto che anche altri marchi possano aver barato sui test come la Volkswagen, ma non ci sono prove al riguardo. Sono subito cominciati i primi test sugli altri marchi tedeschi che rientrano sotto il controllo della casa di Wolfsburg ma per adesso non sono stati riscontrati gli stessi problemi. L’Unione Europea approverà a breve controlli più rigidi (le norme di oggi permettono facili raggiri) e tutti i marchi adesso verranno analizzati con maggiore cura.

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