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Scandalo Volkswagen: la casa tedesca froda il mercato USA

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Una nuova bomba economica sta per abbattersi sul mercato delle automobili. La Volkswagen, una delle case produttrici di auto più grandi e potenti del mondo, ha ammesso di avere letteralmente frodato i suoi utenti americani per aggirare i controlli anti emissioni, e adesso rischia una multa pazzesca che, con ogni probabilità, farà precipitare il titolo in Borsa già a partire da oggi. Ma cosa è successo?

Scandalo Volkswagen: cosa è successo

Negli Stati Uniti, come in Europa, vigono alcune regole rigide sulle emissioni nocive delle automobili. In particolare in questo caso si parla delle emissioni di ossidi di azoto delle automobili diesel. A quanto pare l’Environmental Protection Agency americana ha scoperto che nei test di alcuni modelli Volkswagen e Audi (l’Audi è sempre di proprietà della casa di Wolfsburg), in particolare Golf, Maggiolino, Jetta, Passat e A3, le rilevazioni fatte sugli esemplari forniti per i test e quelle fatte sulle auto da strada non quadravano. Secondo i controllori i modelli per i test sulle emissioni erano stati manomessi per produrre meno azoto, mentre i modelli da strada emettevano gas nocivi tra le 10 e le 40 volte in più dei test ufficiali.

Una volta scoperto che qualcosa non andava, sono stati tirati in ballo i vertici dell’azienda tedesca e l’unico a prendersi tutta la responsabilità per ora è stato Martin Winterkorn, amministratore delegato del gruppo, il quale ha ammesso: “sì, abbiamo frodato il sistema”. Winterkorn ha spiegato che nella centralina del motore dei modelli sotto accusa era stato inserito un software in grado di riconoscere la fase di test. Una volta che il computer di bordo “capisce” di non essere in strada ma di essere in fase di test, limita le prestazioni del motore facendo emettere meno ossido di azoto. Oltre a non fornire così rilevazioni realistiche, questa limitazione pare porti ad aumentare le emissioni di CO2, peggiorando ulteriormente la situazione della casa automobilistica tedesca.

Cosa succederà ora a Volkswagen?

In seguito allo scandalo Volkswagen, il primo effetto devastante sarà sicuramente una perdita importante in Borsa della quotazione del titolo. Ma non sarà questa la conseguenza peggiore. L’EPA prevede delle sanzioni per le case che fanno “le furbe”, ed in passato per violazioni molto minori rispetto a questa, come per esempio un sistema di accensione difettoso da parte della General Motors, sono state emesse delle multe molto pesanti. Secondo gli analisti la Volkswagen potrebbe essere punita con una multa di circa 37 mila dollari per ognuno dei modelli manomessi venduti in America. Che in totale farebbe una multa di circa 18 miliardi di dollari, più o meno gli utili degli ultimi due anni.

La multa, se fosse confermata, sarebbe di quelle che rischiano di far fallire un’azienda, anche perché ad essa si aggiungerebbero anche i costi del richiamo delle automobili sotto accusa, eventuali procedimenti penali ed una class action che le associazioni dei consumatori americani hanno già annunciato di voler presentare. Vista l’enormità dello scandalo, l’EPA potrebbe decidere di ridurre la sua sanzione commisurandola al peso che la Vokswagen ha sul mercato americano e non sulla grandezza dell’azienda nel suo complesso, ma se si scoprisse che la Vw ha “barato” anche in Europa, sarebbero davvero guai seri.

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