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Tutte le promesse di Renzi per l’autunno 2015

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Sarà un autunno non caldo, bollente, per Matteo Renzi. Le promesse fatte dal Premier crescono di giorno in giorno, oggi ne ha annunciata un’altra: il funerale delle tasse sulla casa. E mentre l’Europa da una parte chiede di non aumentare la spesa pubblica e il Ministro Padoan dall’altra avverte che non ci sono tanti soldi in cassa, la politica continua sulla sua strada di annunci per riguadagnare il consenso. Le promesse di Renzi sono davvero tante per questo autunno 2015, ma quante di queste verranno rispettate?

I tagli alle tasse

La prima delle promesse di Renzi riguarda il tanto agognato taglio delle tasse. Come già spiegato in un nostro precedente articolo, l’abolizione di Imu e Tasi in realtà non sarà una vera abolizione ma le due gabelle saranno sostituite dalla Local Tax. Saranno in pochi che beneficeranno effettivamente della riforma fiscale, più che altro agricoltori e imprenditori che fino a quest’anno hanno pagato l’Imu sugli imbullonati mentre dall’anno prossimo non dovrebbero più pagarla. Per quanto riguarda i proprietari di case invece, tra cambi di nome delle tasse e revisione del catasto, i conti in tasca non dovrebbero cambiare di molto.

Gli interventi sulla casa non si dovrebbero limitare a questo. Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di un bonus giovani e bonus famiglie, misure che consentiranno di ottenere sgravi fiscali per le giovani coppie che acquistano case e mobili e per le famiglie con figli, in particolare per quelle numerose.

Gli incentivi promessi da Renzi

Uno dei punti chiave del programma di Renzi è rilanciare l’occupazione al Sud, e per raggiungere questo obiettivo sta per arrivare un pacchetto di sgravi fiscali per le aziende che assumono nel Mezzogiorno. L’intenzione è di fornire sgravi fiscali triennali per chi assumerà nel 2016 e invece annuali per il 2017. Gli sconti riguarderanno le assunzioni per le donne, i giovani e gli over 55 per risparmi fino a 8060 euro annui per ogni assunto.

Tra gli sgravi fiscali dovrebbero esserci anche quelli previsti per l’acquisto dei macchinari e la revisione del regime dei contribuenti minimi che ha fatto infuriare i professionisti lo scorso anno. L’aver abbassato il tetto massimo di guadagno a 15 mila euro e aver triplicato l’aliquota ha fatto arrabbiare gli addetti ai lavori talmente tanto da aver costretto Renzi a rinviare il discorso al prossimo autunno.

La grana pensioni

E infine ci sarà la grana più grande di tutte: la riforma delle pensioni. Al momento le proposte sono tantissime e vanno più o meno tutte nella direzione del disincentivo all’uscita anticipata dal mondo del lavoro. Le formule sono differenti, ma l’intenzione del governo è trovare quella giusta per dare la possibilità, a chi lo volesse, di andare in pensione anticipata (con la riforma Fornero era impossibile), ma al costo di accettare delle penalizzazioni. In tutto ciò il Governo deve anche trovare i soldi per la settima salvaguardia degli esodati e per la rivalutazione delle pensioni, come richiesto dalla Consulta.

Secondo i tecnici del Governo tutte queste misure costeranno tra i 25 e i 30 miliardi di euro extra, rispetto a quelli necessari al corretto funzionamento dello Stato. Soldi che Renzi ha promesso di non prendere dall’aumento dell’Iva. In buona parte, circa il 50%, saranno finanziati dall’aumento del deficit, con buona pace di Bruxelles, il resto arriverà dai tagli alla spesa pubblica e da altre fonti non ancora ben specificate.

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