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Calciomercato Serie A: le pagelle della sessione estiva 2015

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Il calciomercato estivo 2015 si è concluso ieri sera per la Serie A con i cosiddetti fuochi d’artificio. Gioia e sorrisi per alcune squadre, delusione e facce buie per trattative mai portate a termine per altre, la Serie A regala emozioni anche quando non si scende in campo. Terminata la sessione estiva, diamo i voti ai vari club per scoprire chi si è mosso bene e chi invece ha fatto male.

Promosse non tutte le big

Voto 10 per la Roma, quella che con i mezzi che ha forse si è mossa meglio di tutti. Sabatini si è infatti liberato di esuberi come Doumbia o Destro, ha monetizzato il più possibile dalle cessioni di alcuni talenti non ancora esplosi come Bertolacci e Romagnoli, e al contempo è riuscito a piazzare alcuni colpi importanti, primo su tutti Edin Dzeko. Ma non c’è solo lui nella nuova truppa di Garcia. Ci sono l’esperto portiere Szczesny, il velocissimo Salah, il talentuoso Falque e gli interessanti difensori Digne e Rudiger. Non avendo a disposizione tantissimi soldi e dovendosi autofinanziare crediamo che la Roma non potesse fare meglio di così.

Voto 9 per Juventus e Inter. I bianconeri hanno dovuto far fronte all’addio di tre grandi giocatori come Pirlo, Tevez e Vidal, dei quali i primi due partiti praticamente gratis. Sostituire tre giocatori del genere non era facile, ma gli acquisti di Dybala, Mandzukic, Khedira (a parametro zero) e negli ultimi giorni di Sandro, Cuadrado ed Hernanes crediamo che, in prospettiva, renderà la Juve forse anche più forte di prima. I bianconeri però non meritano il massimo dei voti perché, nonostante i tanti nomi che si sono fatti, non sono arrivati forti trequartisti. La gestione dell’affare Draxler lascia a desiderare e la perdita di Llorente a parametro zero non è stata proprio una gran mossa. Per quanto riguarda l’Inter, non avendo i soldi della Champions Ausilio si è dovuto muovere come poteva e, secondo noi, ha fatto il massimo. Alla fine Mancini è stato accontentato con gli acquisti di Felipe Melo e Perisic, senza dimenticare gli arrivi di Kondogbia, Miranda, Murillo e Montoya, anche se probabilmente il miglior acquisto è stato Jovetic visto che ha segnato le uniche tre reti dell’Inter finora. Intelligenti anche le cessioni con l’addio di Kovacic che ha finanziato tutti gli altri acquisti, e la partenza solo di giocatori che non rientravano nei piani di Mancini.

Voto 8 per la Fiorentina che, seppur senza grandissimi nomi, ha messo insieme una gran bella squadra. Gli ingaggi di Mario Suarez e di Blaszczykowski portano quell’esperienza internazionale che ai viola mancava. Kalinic finora si è dimostrato all’altezza di Mario Gomez ceduto al Besiktas, resta solo da capire se Astori riuscirà a non far rimpiangere Savic. Dopotutto la Fiorentina doveva cedere almeno un big per poter finanziare un’ottima campagna acquisti.

Voto 7 per Genoa, Bologna, Sassuolo e Torino. Tutte queste squadre non disponevano di grossi budget ma si sono rinforzate rispetto allo scorso anno. Nell’ordine il Genoa ha fatto partire tre ottimi elementi come Falque, Bertolacci e Kucka, ma è riuscito a trattenere Perotti e ad ingaggiare Ntcham, Capel, Pandev più altri colpi in prospettiva; il Bologna non ha sacrificato grossi nomi ma gli arrivi di Giaccherini, Destro, Taider, Crisetig, Mbaye e tanti altri sicuramente serviranno per restare in Serie A; il Sassuolo ha sostituito Zaza con Defrel e Chibsah con Duncan, nel cambio forse ci ha guadagnato; il Torino infine ha ingaggiato giovani molto promettenti come Zappacosta, Baselli, Belotti ed esperti come Bjarnason e Acquah, candidandosi a sorpresa dell’anno.

Sufficienti e rimandati

La sufficienza va a club come Verona, Udinese, Sampdoria, Palermo, Chievo, Frosinone ed Empoli che, nel complesso tra acquisti e cessioni sono rimaste più o meno al livello dello scorso anno. Un pericolo soprattutto per il Frosinone che rischia seriamente di ritornare in Serie B mentre un plauso va all’Empoli che fino al 30 agosto era fortemente indebolita, ma gli ingaggi di Cosic, Livaja e Paredes delle ultime 24 ore saranno fondamentali per lottare per la salvezza.

Voto 5 per Napoli, Atalanta e Carpi: la più grossa delusione sono senz’altro i partenopei che con l’arrivo di Sarri al posto di Benitez hanno perso appeal internazionale. Sarri sarà sicuramente un bravo allenatore, ma le scelte sul mercato lasciano perplessi. Non sono partiti giocatori fondamentali, a parte forse Inler, ma anche gli arrivi non sono esaltanti. Valdifior, Hysaj, Allan, Chiriches sono tutti delle scommesse, l’unico colpo buono è stato il ritorno di Reina mentre la delusione che rende il mercato partenopeo insufficiente è la gestione dell’affare Soriano: ingaggiato troppo tardi, non si è fatto in tempo a depositare il contratto e perciò la trattativa è saltata. L’Atalanta si è nel complesso indebolita mentre il Carpi, pur acquistando tanti giocatori d’esperienza come Borriello, Cofie, Zaccardo o Brkic, ha commesso l’errore che fanno molte neopromosse di rifare la squadra nuova (21 acquisti e solo 3 cessioni), così da risultare un’accozzaglia confusa che, finché trova l’armonia, rischia di essere già retrocessa.

Voto 4 al Milan che era partito benissimo per poi collezionare una delusione dopo l’altra. Gli ingaggi di Bacca e Luiz Adriano sono stati ottimi, ma le altre mosse di mercato sono state deludenti. Non è arrivato né Ibrahimovic né un altro top player, è pure partito Matri e sono rimaste tante mezze punte piuttosto inutili come Menez e Cerci; Balotelli è un’incognita troppo pericolosa, Romagnoli è stato pagato troppo per quel che vale, Ely si è dimostrato non pronto per essere titolare e Bertolacci, almeno per adesso, sembra lontano anni luce da quello visto al Genoa. A tutto ciò va aggiunto l’errore madornale fatto per Witsel, giocatore utilissimo al Milan che però, per un cavillo (anziché rendere obbligatorio il riscatto Galliani lo ha chiesto facoltativo) è saltato. E non dimentichiamoci dell’affare Kondogbia, già chiuso ma soffiato all’ultimo momento dall’Inter. Insomma un’estate di delusione per i tifosi rossoneri.

Voto 2 alla Lazio che ha atteso di sapere se sarebbe arrivata in Champions per avviare la campagna acquisti, mentre tutte le altre concorrenti si rinforzavano. Sfumata la Champions, sono venuti a mancare i soldi per il mercato e così Pioli si ritrova con una squadra identica a quella dell’anno scorso ma senza una vera prima punta (Klose e Djordjevic sono sempre infortunati) e tanti giocatori in meno. Si spera solo che Matri possa sopperire alle mancanze a centrocampo e che Kishna si riveli davvero quel gran talento che si dice che sia.

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