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Abolizione Imu e Tasi: saranno sostituite dalla Local Tax

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Addio all’Imu e alla Tasi. Questo è il nuovo slogan che Matteo Renzi ha iniziato a diffondere da poco prima dell’inizio dell’estate e che sentiremo ancora per mesi fino all’approvazione della nuova Legge di Stabilità. Il premier toscano, che in seguito all’entrata in vigore della Riforma della Scuola ha toccato il suo minimo storico di gradimento, cerca di recuperare consensi per evitare le elezioni anticipate, puntando su un tasto molto dolente per gli italiani: le tasse sulla casa.

Tasse sulla casa: cos’è la Local Tax

Le tasse sulla casa sono sempre stata la “bandiera” del Centrodestra, famosa fu la rimonta di Berlusconi su Prodi in seguito alla promessa di abolizione dell’Ici, ma per quei pochi anni in cui l’Ici è stata veramente abolita, i Comuni si sono trovati in bancarotta. Per questo motivo è importante rendersi conto che l’abolizione di Imu e Tasi sarà solo l’ennesimo specchietto per le allodole perché, in realtà, saranno sostituite dalla Local Tax: una tassa che le comprende entrambe.

La Local Tax, se tutto andasse secondo i piani del Governo, entrerà in vigore nel 2016 e gli italiani la riceveranno a casa sotto forma di bollettino precompilato. Al suo interno troveremo non solo l’Imu e la Tasi, ma anche le addizionali regionali Irpef, la tassa per l’occupazione del suolo, passi carrai e affissioni pubblicitarie. Insomma, la cifra non sarà uno scherzo. Impossibile quantificare sin da oggi la cifra esatta perché ogni Comune gestirà autonomamente le aliquote, lo Stato potrà soltanto stabilire l’aliquota massima e quella minima.

La Local Tax converrà oppure no?

Secondo le parole di Renzi, la Local Tax dovrebbe essere più conveniente rispetto alle vecchie imposte comunali in quanto non dovrebbe contenere l’Imu sulla prima casa che dovrebbe essere abolita del tutto. Anche l’Imu agricola e la tassa sui macchinari fissi verranno abolite, ma c’è il rischio che gli italiani non se ne accorgano. Non se ne accorgeranno anche perché, con la riforma del catasto, saranno rivalutati tutti gli edifici sul suolo italiano e così capiterà di frequente che un edificio storico che oggi è esente dalle tasse o paga molto poco, improvvisamente si ritroverà a pagare un’aliquota molto più alta, vanificando ogni eventuale risparmio. Secondo i primi calcoli pare che le rendite catastali degli edifici nei centri storici siano destinate a salire di valore fino a 10 volte quello attuale. L’unica convenienza risiede nel pagamento unico. Con la Local Tax infatti si effettuerà solo un versamento anziché tanti pagamenti separati tra Imu, Tasi, Irpef e autorizzazioni varie.

Gli italiani ormai l’hanno capito, dietro gli annunci c’è sempre il lato oscuro della medaglia. Dopotutto dall’Ici del 2011 che aveva un gettito di poco superiore ai 9 miliardi siamo passati all’Imu del 2012 che valeva 23,7 miliardi e la tassazione è andata crescendo fino all’attuale combinazione Imu+Tasi che costa agli italiani 27 miliardi. Scommettiamo che la Local Tax costerà di più?

Foto: Freeimages

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