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La verità sulla tassa sui condizionatori: una bufala leghista

tassa sui condizionatori

Nel pomeriggio di ieri, 23 luglio, è scoppiato il panico tra i followers di Matteo Salvini. Il leader della Lega Nord, non contento della figuraccia fatta in occasione del caso delle unioni civili gay, ne ha fatta un’altra: ha infatti twittato

Renzi obbedisce a Bruxelles, arriva la tassa sui condizionatori: 200 euro in più a famiglia. Ovviamente la Lega si opporrà.

Ora, non sappiamo se le parole di Salvini derivino da ignoranza, dall’aver letto male la norma o solo da una propaganda anti-renziana, ma fatto sta che dopo nemmeno 24 ore la storia della tassa sui condizionatori è stata bollata come bufala. Scopriamo il perché.

Nessuna tassa sui condizionatori: colpiti solo i grandi impianti

Proviamo ad analizzare (e smontare) parola per parola il tweet di Salvini. “Renzi obbedisce a Bruxelles”: falso. Renzi non obbedisce a nulla, la norma non è stata introdotta da Renzi ma è stata recepita dal Parlamento italiano (non dal Governo) perché decisa dall’Unione Europea in merito alle nuove norme di tutela ambientale. La norma entra in vigore quest’anno, ma il recepimento risale addirittura al Governo Monti.

“Tassa sui condizionatori”: falso anche questo, non si tratta di una tassa. La normativa prevede l’obbligatorietà di tenere un libretto che consenta di controllare l’intero impianto ogni 4 anni, un po’ come avviene per le caldaie domestiche, in modo da evitare fughe, malfunzionamenti o altri problemi, e controllare che il sistema sia così sempre efficiente per evitare sprechi energetici.

“200 euro in più a famiglia”: il pezzo grosso della bufala. Infatti la norma sarà applicata esclusivamente agli impianti di grandi dimensioni, ovvero con potenza da 12 KW equivalenti a 43 mila BTU. Si tratta di impianti che coprono aree di almeno 150 metri quadrati quindi centri commerciali, industrie e simili. I piccoli impianti domestici non saranno toccati, non dovranno adeguarsi a nulla e non dovranno pagare nemmeno un euro.

“Ovviamente la Lega si opporrà”: e chiudiamo con il solito annuncio farsa di Salvini. La Lega Nord infatti non può assolutamente opporsi perché, come per tutte le norme europee, una volta che un Parlamento nazionale recepisce una normativa, non può più eliminarla. Non ci sarà infatti una votazione in Aula, né si potranno presentare emendamenti o si potranno tentare abrogazioni. Gli unici modi per eliminare una norma europea sono che il Parlamento di Bruxelles la modifichi o la cancelli, oppure uscire dall’Unione Europea. E nessuna delle due soluzioni sembra essere all’orizzonte.

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