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Serie A 2015-2016: entra in vigore la regola dei 25 calciatori

regola dei 25 calciatori

Dalla prossima stagione di Serie A 2015-2016 i 20 club partecipanti dovranno sottostare ad una nuova norma voluta dalla Lega di A ma che, di fatto, allinea l’Italia ad altri Paesi che l’hanno già adottata, ottenendo molte soddisfazioni sul lungo periodo come Spagna e Germania. L’hanno ribattezzata “la regola dei 25 calciatori”, ed anche se ha ottime potenzialità per far crescere il movimento calcistico italiano, creerà non pochi grattacapi a molti club, specialmente i più grandi.

Cosa prevede la regola dei 25 calciatori

Come dice il nome stesso, ogni società che parteciperà alla Serie A da questa stagione in poi non potrà avere più di 25 giocatori in rosa con più di 21 anni. Ciò significa che non si ripeteranno i casi paradossali di club come l’Inter di qualche anno fa che aveva in rosa circa 35-40 calciatori, con costi insostenibili. Sarà possibile sforare dunque il tetto dei 25 calciatori soltanto con tesserati più giovani, cioè con 21 anni o meno. Ma non è questa l’unica limitazione.

All’interno dell’elenco dei 25 calciatori ci dovranno essere almeno 4 giocatori cresciuti nel vivaio dello stesso club (cioè che tra i 15 e i 21 anni abbiano militato per almeno 3 stagioni anche non consecutive in quella squadra) e almeno altri 4 giocatori che siano cresciuti in un club italiano (abbiano militato per almeno 3 stagioni, anche non consecutive, in Italia dai 15 ai 21 anni). Per ovviare a rischi di rosa troppo corta, in caso di infortuni gravi è previsto che si possano sostituire i portieri e al massimo 2 giocatori di movimento per stagione nell’elenco dei 25.

Perché è stata istituita la regola dei 25 calciatori

Come detto, la norma non è stata “inventata” dalla Lega di Serie A, ma in un certo senso è stata presa “in prestito” dal regolamento Uefa che già prevede una strategia simile per l’iscrizione alle competizioni internazionali. Dunque il problema non riguarda tanto i club che da anni militano in Champions o Europa League, già abituati a strategie simili, ma piuttosto quelli che le coppe non le giocano mai o saltuariamente.

L’introduzione è stata voluta in seguito alle recenti debacle della nazionale italiana nelle competizioni internazionali, per le quali si è puntato il dito contro i club di Serie A che non danno più spazio ai giocatori italiani, dando fiducia solo a quelli stranieri. Non è un caso che le ultime partite di qualificazione agli Europei siano state disputate con un attacco formato da Immobile che giocava in Germania, Pellè in Olanda e Zaza in un piccolo club come il Sassuolo. In questo modo le squadre, per avere una rosa in grado di affrontare 40-50 partite stagionali, sono costrette a dare fiducia ai giovani sotto i 21 anni, e soprattutto a dare fiducia ai calciatori cresciuti nella propria Primavera, evitando di darli in prestito per anni a club di Serie B o all’estero dove la loro crescita è fortemente limitata.

I guai per i club di Serie A

Ma cosa accadrebbe se, a fine calciomercato, in una squadra risultassero giocatori in esubero, cioè più di 25 calciatori sopra i 21 anni? Secondo il regolamento, come per le liste Uefa, la società sarebbe costretta a lasciare fuori dall’elenco qualche giocatore. Quelli non funzionali al progetto, che non rientrano negli schemi degli allenatori, ma che non sono stati venduti, rischiano di allenarsi per tutta la stagione senza mai scendere in campo nemmeno una volta. Secondo i calcoli degli esperti sono almeno 70 i calciatori che rischiano di fare questa fine attualmente in Serie A, e i nomi più illustri sono quelli di Shaqiri dell’Inter, Doumbia della Roma o Cerci del Milan.

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