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Ergastolo per gli imputati della strage di piazza della Loggia

piazza della loggia

Una delle pagine più cupe della storia italiana, quella della strage di piazza della Loggia, potrebbe essersi chiusa oggi con la condanna all’ergastolo per i due imputati ritenuti responsabili della strage. La sentenza, letta questa notte, è valida per il processo d’Appello bis, mentre la sentenza definitiva dovrebbe essere solo una formalità.

Cos’è la strage di piazza della Loggia

Piazza della Loggia è un luogo centrale della città di Brescia dove il 28 maggio del 1974 si era tenuta una manifestazione antifascista. Siamo negli anni di piombo in cui le pistole e le bombe erano all’ordine del giorno. Ad un certo punto, durante la manifestazione, mentre parlavano i sindacalisti, esplose una bomba nascosta all’interno di un cestino dell’immondizia. La deflagrazione portò alla morte di 8 persone e al ferimento di altre cento.

Come si è arrivati alla condanna per la strage di piazza della Loggia

Com’è possibile, si staranno chiedendo in molti, che solo oggi, a distanza di più di quarant’anni, i responsabili siano stati assicurati alla giustizia? Nei primi istanti subito dopo l’attentato gli inquirenti, probabilmente presi dalla frenesia, arrestarono le persone sbagliate. Una di esse, Ermanno Buzzi, fu persino ucciso in carcere, ma nel 1985 gli arrestati furono assolti in tutti i gradi di giudizio. Un secondo filone dell’inchiesta finì nel vuoto dato che nemmeno i pentiti dell’epoca furono sufficienti a produrre prove per far arrestare i sospetti.

La vicenda assunse i classici contorni del mistero all’italiana fatto di spionaggio e controspionaggio, politica deviata e forze dell’ordine compiacenti. Rimase così “congelata” fino ai primi anni del 2000 quando ulteriori indagini portarono verso altre piste, grazie anche a tecniche investigative più moderne che nel 2012 instradarono meglio gli inquirenti. Queste piste portarono all’arresto di alcuni esponenti del movimento Ordine Nuovo, nel frattempo sciolto perché considerato un nuovo partito fascista. Gli imputati furono Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Pino Rauti, Francesco Delfino e Giovanni Maifredi. Nei primi due gradi di giudizio vengono tutti assolti per mancanza di prove, ma nel 2014 la Cassazione annulla le assoluzioni solo per Maggi e Tramonte per i quali si apre un processo-bis. In tale processo i due sono stati condannati all’ergastolo nella serata del 22 luglio 2015.

Carlo Maria Maggi (che comunque non andrà in carcere perché ultraottantenne e malato) era già stato coinvolto nel processo della strage di Piazza Fontana, ma fu poi assolto. Secondo i giudici in questo caso di piazza della Loggia fu il mandante della strage; Tramonte invece non solo avrebbe partecipato attivamente alla detonazione della bomba, ma avrebbe lavorato anche per depistare le indagini. Ora si attende il verdetto della Cassazione ma, come dicevamo ad inizio articolo, sembra piuttosto una formalità visto che di fatto proprio la Cassazione, annullando le assoluzioni del primo processo, ha già anticipato una sentenza di condanna.

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