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Tutti i tagli alle tasse promessi da Renzi

tagli alle tasse

Matteo Renzi negli ultimi giorni ha iniziato una sorta di nuova campagna elettorale, annunciando un “patto con gli italiani”. Sperando non si tratti del patto-bis di Berlusconi, il famoso contratto firmato a Porta a Porta tanti anni fa e poi, di fatto, mai realizzato, l’attuale Premier ha annunciato una serie di tagli alle tasse, a partire dalla prima casa fino a quelle sul lavoro. Tagli che dovrebbero portare nelle tasche degli italiani qualche centinaio di euro in più ogni anno, sempre che le riforme da lui annunciate andassero in porto. Andiamo ad analizzare tutti i tagli promessi.

Tagli alle tasse sulla casa

Il punto cardine della nuova riforma ideata dal Governo riguarda le tasse sulla prima casa. Già attualmente l’Imu non esiste più, fatta eccezione per le residenze considerate di lusso. Ma per coprire la mancanza di gettito dell’Imu, il Governo aveva inventato la Tasi, tassa sui servizi indivisibili, imposta anche alle prime case. Renzi vorrebbe abolire proprio questa tassa, rinunciando così a un gettito da 3,4 miliardi.

Anche l’Imu agricola, molto odiata in questi ultimi anni perché tocca gli agricoltori, potrebbe essere abolita nel 2016. Per Imu agricola si intende la tassa su terreni agricoli, fabbricati rurali residenziali e sui fabbricati strumentali. Va specificato però che questi ultimi già l’Imu non la pagano mentre gli altri due vedrebbero “ripagato” il risparmio sull’Imu con l’aumento delle aliquote Irpef.

Tagli alle tasse sul reddito

Buone notizie per le imprese. Un’altra delle tasse più odiate, quella sui macchinari per la produzione, è nel mirino del Fisco e potrebbe essere abolita il prossimo anno. Si parla di impianti fissi sopra una certa massa che vengono equiparati a fabbricati. Qui la perdita per lo Stato sarebbe abbasta iniqua visto che il gettito è basso. Per quanto riguarda le altre odiate tasse sulle imprese, Ires e Irap, l’intervento slitterebbe al 2017 e non sarebbe di eliminazione ma di riduzione delle tasse in modo proporzionale.

Anche per la gente comune è prevista una riduzione delle tasse. Dal 2018 infatti Renzi vorrebbe abbassare le aliquote Irpef sui redditi più bassi e alzarle su quelli più alti. Dalle attuali 4 aliquote, di cui la più alta arriva al 43%, si passerebbe a 8 aliquote, in modo da far pagare meno tasse a chi guadagna poco, ma più tasse ai redditi superiori ai 200 mila euro annui (48%). Inoltre verranno introdotte delle detrazioni fisse: la proposta prevede 200 euro per lavoro autonomo, 1000 euro per lavoro dipendente, 800 per i pensionati. Proprio per i pensionati potrebbe arrivare il famoso bonus di 80 euro al mese per sempre.

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