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Riforma pensioni Boeri spiegata in 5 punti

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Nella giornata di ieri il presidente dell’Inps Tito Boeri ha presentato la sua bozza per riformare le pensioni, che è stata subito denominata riforma pensioni Boeri. Essa servirà a superare la tanto odiata riforma Fornero che quasi tutti i partiti politici vogliono abolire, tenendo conto di due necessità: un’uscita dal lavoro equa e flessibile, e tenere sotto controllo i conti traballanti dell’Inps.

I cinque punti della riforma pensioni Boeri

1 – Tutelare gli over 55: l’obiettivo principale è di evitare nuovi casi esodati, e salvaguardare quelli che lo sono ancora. Siccome, in caso di licenziamento, per un over 55 è difficilissimo riuscire a ricollocarsi (secondo le stime dell’Inps ci riesce solo 1 su 10), sarà possibile introdurre un meccanismo di reddito minimo garantito che accompagni il disoccupato fino al giorno della pensione. Tale sussidio verrà coperto dalla “fiscalità generale”, cioè dalle tasse.

2 – Unificare i regimi diversi: è inutile, secondo Boeri, avere la gestione ordinaria Inps, quella separata e altre casse previdenziali, meglio unificarle tutte. In questo modo l’Inps avrebbe una cassa più ampia dalla quale attingere, ma ne trarrebbero vantaggio anche i lavoratori stessi che eviterebbero esborsi per la ricongiunzione dovuta al cambiamento del lavoro.

3 – Maggiore equità: l’obiettivo è di evitare che alcune categorie di pensionati (in primis i politici) percepiscano assegni pensionistici molto più elevati, a parità di anni di lavoro e contributi, rispetto ad altri tipi di lavoratori. Boeri non esclude una specie di contributo di solidarietà dalle pensioni d’oro per favorire la flessibilità.

4 – Flessibilità in uscita: è il punto cruciale della riforma pensioni Boeri. L’assegno pensionistico deve essere calcolato anche in base all’età e all’aspettativa di vita. Per questo chi va in pensione prima deve “spalmare” il proprio trattamento pensionistico in più anni rispetto a chi va in pensione tardi. Per ogni anno di pensione anticipata va calcolata una riduzione dell’assegno. Non ha fatto cifre ieri Boeri, ma si parla di un 2% in meno per ogni anno di pensione anticipata, fino ad un massimo dell’8%.

5 – Contributi dai pensionati: la nuova proposta di Boeri è di concedere ai pensionati di pagare ulteriori contributi anche dopo essere andati in pensione per poi garantirsi un importo maggiore in futuro.

Foto: Anses su Flickr

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