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Compravendita senatori: Berlusconi condannato a 3 anni

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Silvio Berlusconi subisce una nuova condanna per la vicenda cosiddetta compravendita senatori, ma anche questa volta le porte del carcere per lui non si apriranno. Il tribunale di Napoli ha concluso ieri sera il processo di primo grado a carico dell’ex senatore della Repubblica Silvio Berlusconi, accusato di avere acquistato, come in una specie di calciomercato, dei senatori alleati con l’allora Governo Prodi (anni 2006-2008) in modo da votare contro il Governo e farlo cadere. Per questo motivo il leader di Forza Italia è stato condannato a 3 anni di galera e 5 di interdizione dai pubblici uffici. Ma come per la precedente condanna, niente carcere per lui.

Compravendita senatori: la scappatoia della prescrizione

Secondo i calcoli fatti dagli avvocati di Berlusconi, il processo andrà in prescrizione il prossimo 6 novembre. Considerando che ci vogliono circa 90 giorni di tempo per depositare gli atti di motivazione della sentenza e che ce ne vogliono 45 per la difesa per ricorrere in appello, quando il processo di secondo grado comincerà, il giudice non potrà fare altro che assolvere l’imputato perché il reato sarà da considerarsi ormai prescritto.

La condanna a Silvio Berlusconi

Secondo l’accusa, Berlusconi nel 2008 avrebbe pagato alcuni senatori del PD e di alcuni partiti alleati per far cadere il Governo Prodi. Era il periodo degli ex IDV Scilipoti e Razzi, entrambi poi ripresentati nelle liste di Forza Italia, di Clemente Mastella, dal giorno dopo alleato con il PDL, e del senatore De Gregorio che, stando a quanto accertato dal giudice di Napoli, avrebbe incassato una mazzetta da 3 milioni di euro. Lo stesso De Gregorio ha patteggiato 20 mesi di reclusione. E proprio questo patteggiamento, con l’ammissione da parte dello stesso De Gregorio che ha spiegato che andava in aula (per votare contro Prodi) solo dopo avere incassato i soldi da Berlusconi, è stato fondamentale per arrivare alla condanna dell’ex Premier e del suo braccio destro, l’ex direttore dell’Avanti, Valter Lavitola, anch’egli condannato a 3 anni.

Perfino lo stesso Lavitola ha voltato le spalle a Berlusconi, cercando di salvare la propria posizione. L’ex direttore infatti ha spiegato di avere fatto solo “il postino”, consegnando dei pacchetti di soldi al senatore De Gregorio, senza sapere a cosa servissero. Ma evidentemente nemmeno questa difesa è bastata dall’evitare la condanna.

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