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Prelievo forzoso banche italiane: cos’è il bail-in

bail-in

Si chiama bail-in ed è un termine con il quale anche gli italiani a breve dovranno prendere confidenza. Si tratta di un meccanismo, già presente in molti Stati come Germania e Spagna, che permette alla banca di prelevare, legalmente, soldi dai conti correnti dei suoi clienti per evitare il fallimento. In Italia è noto con il nome di prelievo forzoso, e da oggi è legge anche da noi. Come per altre leggi assurde e pericolose, ce lo chiede l’Europa.

Cos’è il bail-in

La Camera ha approvato ieri a maggioranza il bail-in per evitare una procedura d’infrazione messa in atto dall’Unione Europea che da alcuni anni ci obbliga ad approvare nel nostro ordinamento questa legge. Una legge che non prevede solo questo ma anche pene più dure per reati finanziari e regole più stringenti per le banche. La legge sul bail-in entrerà in vigore ufficialmente dal 2016 (ma l’Europa la vorrebbe attiva già dopo l’estate) e prevede che se una banca rischia il fallimento, anziché chiedere l’intervento degli Stati, potrà rifarsi sui correntisti. Attenzione, non correte a prelevare i vostri risparmi, ci sono delle limitazioni ai prelievi.

Prima di tutto, una volta fatta partire la procedura di bail-in, le banche si dovranno rifare su azionisti e obbligazionisti della banca stessa, tranne quelli assicurati. Se il capitale prelevato non basterà, potrà effettuare un prelievo forzoso sui conti correnti con un saldo superiore ai 100 mila euro. Almeno su questo punto il Governo Renzi è venuto incontro alla gente comune. La Germania infatti avrebbe preferito che il prelievo forzoso fosse imposto sui conti correnti sopra i 30 mila euro (come accade nel Paese della Merkel); è stato Renzi a porre un limite così alto, in modo da salvaguardare chi non è molto ricco e in banca ha solo i risparmi di una vita.

Perché è stato fatto il bail-in

Fino a pochi anni fa, per evitare che la mala gestione di una banca potesse farla fallire, riducendo la fiducia nelle banche e portando ad un crollo del mercato, l’Abi, l’Associazione Bancaria Italiana, aveva creato una sorta di rete di protezione grazie alla quale le varie banche si sostenevano l’una con l’altra. Ma con la crisi quasi tutti gli istituti bancari sono andati in perdita, e non ce l’hanno fatta più a sostenersi. Così da alcuni anni è il Governo a finanziare, con soldi pubblici, le banche private (meccanismo di bail-out). Ma questa situazione non poteva andare avanti a lungo, un po’ tutti i governi italiani hanno foraggiato gli istituti per miliardi di euro e nemmeno le casse governative ce la fanno più a sostenere tali costi. Perciò si è dovuta trovare un’altra soluzione, adottata per prima da Cipro, e poi dall’Unione Europea che l’ha imposta a tutti gli Stati: il bail-in. Negli ultimi anni diverse banche l’hanno applicata, senza scossoni sul mercato né proteste del pubblico. È accaduto alla Hypo Bank della Carinzia e a quella di Dusseldorf, poi è accaduto in Spagna e di recente anche in Grecia.

Foto: Freeimages

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