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Il Parma FC è fallito, cosa succede ora alla società

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Il Parma FC è fallito. Dopo 2 coppe Uefa, una coppa delle coppe, una supercoppa Uefa, 3 coppe Italia, una supercoppa italiana e dopo aver sfornato fior fiori di campioni, da Cannavaro a Thuram, da Crespo a Zola, il Parma FC non c’è più. Nella giornata di ieri, dopo un’annata travagliata, il giudice fallimentare ha decretato che non ci sono più le condizioni affinché la società continui ad operare tra i professionisti ed ha tolto il titolo calcistico ad una squadra che, fino ad un anno fa, si qualificava per le coppe europee.

La sentenza: il Parma FC è fallito

Dopo un’annata maledetta nella quale la squadra aveva perfino smesso di scendere in campo perché erano state pignorate le panchine e gli spogliatoi, gli sforzi dei calciatori della rosa non sono bastati. Il giudice Pietro Rogato non ha potuto fare altro che decretare il fallimento della società. Stipendi non pagati da circa un anno, un quantitativo di debiti impossibile da definire (si parlava di circa 22 milioni di euro, ma una cifra precisa era impossibile da stabilire) e soprattutto nessuno che si era presentato con un’offerta decisiva hanno obbligato il giudice a prendere questa decisione.

Ci aveva provato la cosiddetta “cordata Corrado”, un gruppo di imprenditori locali, guidati da Giuseppe Corrado, che un paio di settimane fa avevano presentato un’offerta, considerata non valida dai giudici fallimentari. Ci ha riprovato ieri Corrado, insieme all’imprenditore Mike Piazza, nell’ultima giornata possibile, ma all’ultimo momento hanno dovuto ritirarsi proprio perché la situazione debitoria, creata dalla precedente amministrazione (Ghirardi e Leonardi) è stata impossibile da quantificare. Di conseguenza non hanno potuto presentare una proposta di acquisto e l’asta è andata inevitabilmente deserta. Come il giudice Rogato stesso ha affermato, si trattava di una “situazione impossibile”.

Cosa succede ora al Parma

Il Parma è retrocesso sul campo, ma sicuramente non affronterà il campionato di Serie B. Il fallimento della società comporta la discesa di almeno una categoria, dunque la Lega Pro, ma siccome anche l’ultima asta fallimentare è andata a vuoto, il regolamento prevede che il Parma perda il titolo sportivo (non si chiamerà più Parma FC) e dovrà ripartire dalla Serie D. Ma la situazione è talmente complessa che, al momento, anche la Serie D resta un miraggio.

Il titolo sportivo adesso passa nelle mani del sindaco che lo consegnerà agli imprenditori che vorranno investire nel Parma Calcio. Ovviamente dovranno prima dimostrare di avere la solidità economica per effettuare questo genere di operazione. La fidejussione richiesta in questo caso è di 300 mila euro. Gli interessati hanno però solo due settimane di tempo per presentare il proprio progetto e portare a termine l’intero iter che porta fino alla registrazione presso la Federcalcio del titolo sportivo, altrimenti la città, almeno per quest’anno, non disporrà più di una squadra di calcio.

Con il fallimento inoltre tutti i giocatori risultano svincolati e tutti i dipendenti della società licenziati. Chi volesse poi riacquistare il titolo di Parma Fc dovrà persino pagare i debiti con il Fisco italiano che al momento ammontano alla mostruosa cifra di circa 40 milioni di euro. La città comunque comincia a muoversi ed è arrivata già la prima offerta di collaborazione. L’ha presentata Nevio Scala, il mitico allenatore del Parma dei tempi d’oro, quello che vinceva in Europa e contendeva alla Juventus lo scudetto. Scala si è proposto come allenatore in Serie D del nuovo Parma che verrà. Un Parma che dovrà ricominciare da zero e che probabilmente ripartirà con giocatori nati nelle giovanili locali.

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