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Chi è Mandzukic: curiosità sul nuovo attaccante della Juventus

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Questa mattina i tifosi della Juventus si sono svegliati con una bella notizia: la Juve ha acquistato Mario Mandzukic. Ma chi è Mandzukic? Questo attaccante croato non ha mai giocato in Italia e per questo motivo il suo nome non è molto noto alla popolazione di tifosi o appassionati di calcio che però non sono esperti di calcio internazionale. Ecco dunque tutto ciò che c’è da sapere su Mario Mandzukic dal punto di vista tecnico e umano.

Caratteristiche di Mario Mandzukic

Mandzukic è un attaccante di 29 anni, classe 1986, alto un metro e 88 centimetri per circa 84 kg di peso. È un centravanti vecchio stile, per intenderci come Bobo Vieri ma un po’ più veloce. Dotato di discreta tecnica, è un attaccante che non segna valanghe di gol (nella sua carriera il massimo di reti segnate in campionato in un solo anno è stato 18), ma è molto costante (nelle ultime 9 stagioni ha superato 8 volte la doppia cifra) ed è uno che gioca per la squadra. Bravo ad eseguire assist e ad aprire le difese, è molto pericoloso nel gioco aereo ed è il compagno ideale per i giocatori che si inseriscono negli spazi. È uno molto generoso, infatti commette mediamente molti più falli della media degli attaccanti e, in caso di necessità, dà anche una mano in difesa.

La carriera di Mandzukic

Mario Mandzukic esordisce all’età di 18 anni nel Marsonia, club croato di seconda divisione. Si fa notare grazie alle sue 14 reti in 23 presenze e l’anno successivo passa al NK Zagabria dove disputa due stagioni. Da qui passa poi alla principale squadra del suo Paese, la Dinamo Zagabria dove si fa notare a livello internazionale. Lo acquista così il Wolfsburg, ma è nel Bayern Monaco che esplode definitivamente. In Bavaria infatti Mandzukic disputa 88 partite in due stagioni, segnando 48 reti. Qui vince anche la Champions League nello spaventoso Bayern di Robben, Ribery e altri “extraterrestri”.

Lo scorso anno, con il cambio di allenatore, decide di lasciare Monaco di Baviera. Guardiola infatti non ama i centravanti di peso e decide così di cederlo all’Atletico Madrid che contemporaneamente aveva ceduto Diego Costa al Chelsea. Mandzukic esordisce bene con l’Atletico segnando il gol decisivo della Supercoppa di Spagna contro il Real Madrid. I problemi nell’Atletico di Simeone cominciano sul finire di gennaio quando a Madrid ritorna il “figliol prodigo” Fernando Torres. Anche se Mandzukic è più in forma dello spagnolo, la spinta dei tifosi porta Simeone a dare maggiore spazio al Nino, e questo scontenta il croato che, sul finire del campionato, chiede la cessione.

Fino ad oggi quando la Juventus lo paga 15 milioni di euro più 3 di bonus e se lo porta a casa. A Mandzukic va un contratto triennale con opzione per il quarto con una base di 3 milioni di euro a salire che con i bonus può arrivare potenzialmente anche a 4 milioni. La rivista britannica FourFourTwo lo ha inserito tra i 100 calciatori più forti del momento. Nel suo palmares vanta 5 scudetti, 10 tra coppe e supercoppe nazionali, 1 Champions League, 1 Supercoppa Uefa e 1 Coppa del mondo per Club.

Curiosità su Mandzukic: ad inizio carriera era difensore

Capita spesso che alcuni calciatori cambino ruolo e poi esplodano definitivamente. Alla Juventus è successo di recente a Bonucci, che ha iniziato la carriera da centrocampista per diventare difensore centrale, o ad Asamoah, centrocampista centrale naturale, esploso come terzino sinistro. Il percorso inverso è stato intrapreso da Mandzukic. Nella sua squadra di origine, il Marsonia, giocava infatti da difensore centrale.

Il giovane Mandzukic, nonostante un fisico già piuttosto possente, non amava giocare in avanti dove riceveva tante botte, e chiese al suo allenatore di occupare un altro ruolo. Fu a Zagabria che il suo coach dell’epoca gli impose il ruolo di centravanti, per sua fortuna visto che un anno dopo, nel 2009, diventò anche capocannoniere. Ma la sua Odissea in campo non finisce qui. Al Wolfsburg infatti Steve McLaren lo vede bene come ala, nonostante il fisico possente, perché è dotato anche di una discreta tecnica e velocità. È Magath, l’anno successivo a riportarlo al centro dell’attacco. Il ruolo diventa poi definitivo quando all’Europeo 2012 ottiene il titolo di capocannoniere che lo fa notare dal Bayern che lo ingaggia per le due stagioni successive. In allenamento ha perfino provato a fare il portiere, e così in caso di emergenza Allegri avrebbe anche una soluzione alternativa.

Non sono mancate le polemiche nella sua carriera, nonostante un carattere tutto sommato mite. Non fu molto apprezzata una sua esultanza con tanto di saluto militare dedicato a due generali croati condannati per crimini di guerra e contro l’umanità durante la guerra dei Balcani (assolti successivamente dall’Onu). Ma è anche dotato di una generosità riconosciuta anche dai compagni e avversari, che lo stimano per la correttezza dimostrata. Una volta, per esempio, ci fu una polemica con il calciatore del Real Madrid Carvajal reo di averlo morso durante una partita e di avergli anche tirato un pugno. Dopo la classica sceneggiata in campo però, anziché continuare le polemiche nel post partita (Chiellini e Suarez ne sanno qualcosa), Mario inviò un tweet in spagnolo negando di essere stato morso e perdonando per il pugno l’avversario, dicendo “quel che succede in campo rimane in campo”.

Mandzukic ha anche diversi tatuaggi. Mostra infatti, nonostante la maglietta, un poker d’assi e due dadi tatuati sull’avambraccio sinistro, poi ha tatuate sul resto del corpo delle stelle, una croce, l’immancabile pallone, una frase portafortuna in cinese, un fiore, il simbolo dei gemelli e una preghiera. È anche molto scaramantico ed il suo gesto tipico, prima di scendere in campo, è fasciarsi il polso. La lingua per lui non è un problema: parla perfettamente, oltre al croato, anche tedesco, inglese e spagnolo. Vista tanta abilità, crediamo ci metterà poco ad imparare l’italiano.

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