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Migranti, Maroni: ‘niente soldi a chi li ospita’, caos nel Governo

immigrati maroni

La bomba migrazione sta per scoppiare, e ad accendere la miccia della piaga sociale è ancora una volta la Lega Nord. Mentre l’Europa, dopo una prima apertura, ha deciso di ritirare la mano tesa all’Italia (Gran Bretagna, Francia ed alcuni Paesi dell’Est hanno detto no a spartirsi quote di migranti), adesso anche i governatori di alcune delle Regioni del Nord Italia hanno chiesto di chiudere le porte. La proposta shock arriva da Maroni (Lombardia), ma molti suoi colleghi di coalizione l’hanno subito colta al volo: basta ad ospitare i migranti.

La proposta shock di Maroni

L’attuale Governatore della Lombardia Maroni ha tuonato durante questo weekend

i prefetti non devono più portare in Lombardia nuovi clandestini e ho deciso di scrivere ai sindaci per dirgli di rifiutarsi di prenderli, mentre ai sindaci che dovessero accoglierli ridurremo i trasferimenti regionali, come disincentivo, perché non devono farlo e chi lo fa, violando la legge, subirà questa conseguenza.

Subito colta al balzo la proposta di Maroni anche da Luca Zaia, appena rieletto in Veneto, e dal neogovernatore della Liguria Toti, mentre pare che anche il governatore della Val d’Aosta Rollandin sia d’accordo. I governatori del Nord, tutti di area di centro-destra, sostengono di essere già stati troppo “generosi” e di avere ospitato fin troppi migranti. O “clandestini”, come li definiscono loro. Zaia afferma che nel solo Veneto ci sono oltre mezzo milione di migranti regolari (senza contare gli irregolari), arrivati ormai ad essere l’11% della popolazione. Non è più possibile ospitarne altri.

Le reazioni della politica

Il Governo è stato duro, immediatamente Renzi ha chiesto di smetterla di fare il classico scaricabarile all’italiana e che prenderà provvedimenti se davvero Maroni mettesse in atto una politica del genere. Si parla di un contenzioso istituzionale perché i governatori leghisti non possono scaricare questa intricata matassa tutta sul Mezzogiorno che ha già molti problemi. Chiamparino, presidente della conferenza Stato-Regioni, ricorda a Zaia che la campagna elettorale è finita e che, se venisse messa in pratica questa procedura si aprirebbero una serie di ricorsi dei Comuni contro i mancati versamenti da parte delle Regioni; l’assessore lombardo Majorino definisce Maroni “un pagliaccio”, Fassino parla di parole inaccettabili, Bubbico di intervento illegittimo.

Ma la reazione più curiosa arriva dall’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, che spiega che la suddivisione degli immigrati tra le varie Regioni italiane sia un obbligo di legge. E chi avrà mai redatto questa legge che prevede un sostegno civile e reciproco tra le varie amministrazioni italiane? Un certo Ministro degli Interni dell’ultimo governo Berlusconi, tale Roberto Maroni, esponente di spicco della Lega Nord.

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