Home / Attualità / Politica / Elezioni regionali 2015, risultati: il PD ‘vince’ 5-2

Elezioni regionali 2015, risultati: il PD ‘vince’ 5-2

elezioni regionali 2015

I dati delle elezioni regionali 2015 sono ormai definitivi: il PD ha vinto, ma c’è ben poco da festeggiare. Delle 7 Regioni in ballo infatti, due sono andate al Centrodestra. E se una, il Veneto, era scontata, per l’altra, la Liguria, il colpo è stato duro. A pesare infatti non è solo la sconfitta, ma anche il distacco: 34,5% per Toti contro solo il 27,8% della Paita. Pesa infatti il 9,41% di voti raccolti da Pastorino, appoggiato da Civati e Cofferati, che sono stati di fatto sottratti al PD e con i quali avrebbe potuto vincere. In Liguria è arrivata terza Alice Salvatore, candidata del Movimento 5 Stelle.

Le Regionali al Nord

Come detto, la vittoria della Lega in Veneto era scontata. Luca Zaia, governatore uscente leghista appoggiato anche dagli altri partiti di Centrodestra non risente della fuoriuscita di Flavio Tosi che finisce quarto, dietro anche al Movimento 5 Stelle oltre che al PD. Zaia raccoglie più della metà dei voti veneti, il 50,16%, più del doppio della Moretti (22,77%) e del grillino Berti (11,88).

Così com’era scontata la vittoria della Lega in Veneto, altrettanto scontata era quella del PD in Toscana. Il governatore uscente Rossi evita il temuto ballottaggio assicurandosi il 48% dei voti. La sorpresa semmai è che al secondo posto non arriva il M5S (fermo al 15,05% con Giannarelli), ma la coalizione Lega Nord-Fratelli d’Italia con Claudio Borghi al 20%. Forza Italia invece non raggiunge nemmeno la doppia cifra, ma si ferma al 9% con Mugnai.

Elezioni regionali al Centro

Nelle regioni centrali il PD può stappare lo spumante. Molto largo il distacco nelle Marche dove Ceriscioli supera il 41% e ottiene quasi il doppio dei voti del M5S (21,78%). Sotto il 20% la Lega Nord e sotto il 15 Forza Italia. In Umbria invece è stato un testa a testa, ma alla fine l’ha spuntata il candidato di Centrosinistra Catiuscia Marini che porta a casa il 42,78% dei voti, mentre il candidato del Centrodestra, con tutti i partiti coesi, Ricci, si ferma al 39,27%. Liberati del M5S si ferma invece al 14,30%.

Risultati regionali al Sud

Al Sud invece ci sono i grattacapi per Matteo Renzi. Se in Puglia va tutto liscio con Michele Emiliano che strappa il 47,3% dei voti contro i soli 18,4% di Schittulli (Forza Italia si spacca con la Poli Bortone che sottrae all’ex compagno di partito il 14,5% dei voti), il problema per Renzi è proprio che a rappresentare la sinistra ci sia Emiliano che con lui è spesso in disaccordo, tanto che si vociferava che per l’ex sindaco di Bari queste fossero le prove generali prima di presentarsi come alternativa a Renzi a livello nazionale.

Ma ancora più problematiche sono le elezioni in Campania. Vincenzo De Luca vince con il 41% dei voti, staccando di quasi 3 punti percentuali Caldoro e di parecchio la pentastellata Ciarambino (17,67%). Il problema è che, per la legge Severino, De Luca è un impresentabile, non può occupare il ruolo di presidente di Regione. Una bella grana che proprio De Luca e Renzi dovranno risolvere insieme, e i due, si sa, non vanno proprio d’amore e d’accordo.

Potrebbe interessarti anche:

Fratelli d'Italia

Fratelli d’Italia: il programma elettorale 2018 della Meloni

Dalla famiglia all'immigrazione, dal lavoro al welfare, i punti principali del programma di Fratelli d'Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.