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Ecoreati: la legge passa ed è definitiva, un favore all’Ilva?

ecoreati

L’intero Parlamento italiano festeggia oggi l’entrata in vigore della nuova legge sugli ecoreati. Se ne discute da mesi ma soltanto ieri sera, grazie alla collaborazione anche delle forze di opposizione, è arrivato il voto definitivo. I reati ambientali entrano nell’ordinamento giuridico italiano, e persino i più oltranzisti come Movimento 5 Stelle e SEL esultano. Ma sono davvero tutte rose e fiori?

I nuovi reati contro l’ambiente introdotti

Con questa nuova legge vengono riconosciuti come reati penali, con pene fino a 15 anni di carcere, reati quali inquinamento ambientale, disastro ambientale, casi di morte o lesioni derivanti dall’inquinamento ambientale, delitti colposi contro l’ambiente, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento del controllo e omessa bonifica. Alcuni reati erano già presenti nel codice penale e sono stati aggravati, altri invece, per i quali al massimo era prevista una sanzione pecuniaria, entrano ex novo nel codice e prevedono ora la reclusione.

Il Parlamento ci è andato giù pesante perché ha previsto anche per questi reati una prescrizione doppia, cioè i tempi nei quali il reato “scade” saranno più lunghi, ma oltre al bastone anche la carota, e cioè uno sconto di pena per chi ripristina lo stato dei luoghi inquinati, cioè in pratica per chi ripulisce il danno.

Ecoreati sì, ma solo se abusivi

Ma è davvero oro tutto quello che luccica? Certo che no. L’introduzione degli ecoreati è una cosa positiva per l’ordinamento giuridico italiano, su questo non ci sono dubbi, ma come sempre accade nel nostro Paese, fatta una legge, trovato l’inganno. La legge sugli ecoreati è stata infatti pensata per i casi come per esempio la Terra dei Fuochi, le mancate bonifiche dell’amianto o tanti altri casi nei quali la criminalità organizzata o aziende senza scrupoli inquinano i territori nei quali vivono migliaia di persone. Per questo motivo è stata introdotta una piccola ma importantissima clausola, scoperta dal leader dei Verdi Bonelli, all’interno della legge: sono punibili solo i reati “abusivi”. Detta in altre parole, le azioni “autorizzate” che inquinano, una su tutte l’Ilva, non sono punibili. L’inquinamento di Taranto, dove il tasso di cancro, soprattutto tra i bambini, è il più alto d’Italia e nel quale aria, acqua e terreno sono fortemente contaminati, è stato autorizzato dallo Stato, e per questo motivo non rientra negli ecoreati.

La legge introduce nel nostro ordinamento il reato di disastro ambientale solo se cagionato ‘abusivamente’, come se vi fossero reati ambientali che non sono abusivi. Con questo avverbio si garantisce un’ombra di incertezza che può portare all’impunità

ha affermato Angelo Bonelli.

Foto: Freeimages

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