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Immigrazione: barconi affondati e quote, ecco il piano UE

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Con molta lentezza, alla fine l’Unione Europea ha trovato l’accordo per risolvere il problema dell’immigrazione selvaggia che sta attanagliando le coste italiane e mette in pericolo la vita dei migranti. Ci sono volute migliaia di vittime, e forse le due gocce che hanno fatto traboccare il vaso sono stati i due barconi da 300 e 900 persone ribaltati a metà strada tra Lampedusa e Libia, per far capire ai burocrati europei che è arrivato il momento di fare qualcosa. Merito forse anche della presenza in cabina di comando di Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, che in quanto italiana ha maggiore sensibilità su questi temi dei suoi predecessori.

Azioni mirate in Libia e ripartizione dei migranti

Ma come ha (finalmente) deciso di agire l’UE per contrastare l’immigrazione clandestina? In primis, distruggendo i barconi con i quali arrivano i migranti in Italia. Ancora modi e tempi sono da decidere, ma a quanto pare sarà proprio l’Italia ad occuparsi di questa strategia. I nostri militari, supportati da navi e aerei da guerra e dai paracadusti, raggiungeranno le coste libiche, distruggeranno le barche e torneranno indietro, azioni rapide e mirate che consentiranno di bloccare le partenze.

Successivamente l’Unione Europea si occuperà di far partire i richiedenti asilo politico direttamente dai propri Paesi, suddividendoli in base a delle quote prestabilite. L’Italia, afferma Mogherini, la sua quota l’ha già ampiamente coperta (tutti i migranti sbarcati negli ultimi 3 anni sono rimasti in Italia) e così anche gli altri Paesi europei riceveranno la loro quota di richiedenti asilo. La quota sarà stabilita in base alla popolazione di ogni Paese, al Pil, al tasso di occupazione e al numero di rifugiati già accolti. In questo modo la ripartizione vedrà finire il 18,42% dei migranti in Germania, il 14,17% in Francia, l’11,54% in Gran Bretagna (che però ha la facoltà di opporsi) e poi via via tutti gli altri, compresi i Paesi più piccoli e più poveri come la Lituania, che accoglierà l’1,03%, o Malta (0,69%).

Con questa tecnica verranno inseriti tra i migranti africani anche quelli rifugiati nei campi profughi di Giordania e Turchia da mesi e che potranno così accedere, in modo legale, nell’Unione Europea.

Foto: Union Europea en Perù su Flickr

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