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Elezioni regionali 2015: quando si vota e ultimi sondaggi

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Il 31 maggio si terranno le elezioni regionali 2015 in diverse Regioni d’Italia. Alle urne saranno chiamati gli elettori di Veneto, Puglia, Toscana, Campania, Marche e Umbria, ai quali si aggiungeranno quelli dei 1063 Comuni chiamati a rinnovare la giunta comunale. Tra pochi giorni scatterà l’obbligo di silenzio elettorale, un diritto Costituzionale che prevede l’impossibilità di pubblicare sondaggi e intenzioni di voto nelle due settimane precedenti le elezioni per non influenzare gli elettori, pertanto oggi possiamo fare il punto della situazione sui partecipanti al voto.

Elezioni regionali in Veneto

Le elezioni regionali in Veneto sono probabilmente quelle con più polemiche, anche se forse anche quelle dall’esito più scontato. Nella roccaforte della Lega Nord infatti qualche mese fa è scoppiata la grana Tosi che ha spaccato il partito e si è presentato con una lista propria, in dissenso con il leader Salvini, e soprattutto contro il candidato della Lega, Luca Zaia. Nonostante la spaccatura però, non sembrano esserci problemi per i leghisti che dovrebbero vincere facilmente le elezioni contro la candidata del PD, Alessandra Moretti. Secondo gli ultimi sondaggi, Zaia dovrebbe raggiungere almeno il 38% dei voti. La Moretti è accreditata al 31-31,5% mentre Tosi resterebbe fermo intorno al 12,5%, molto meno di quanto si aspettava uscendo dal partito. Probabilmente il sindaco di Verona potrebbe non raggiungere nemmeno la terza piazza che al momento sembrerebbe occupata dal Movimento 5 Stelle con il candidato Jacopo Berti intorno al 13%.

Elezioni in Campania

Se le elezioni regionali in Veneto sono quelle con più polemiche, quelle in Campania sono probabilmente le più “pericolose”. Il candidato PD infatti, Vincenzo De Luca, precedentemente scaricato dal partito, ha vinto poi le primarie ed è arrivato a furor di popolo a sfidare il governatore uscente Stefano Caldoro. Sembrerebbe una favola, ma potrebbe trasformarsi in una farsa. De Luca infatti ha perso la carica di sindaco di Salerno per una condanna passata in via definitiva e quindi, a causa della legge Severino, risulterebbe incandidabile. Paradossalmente negli ambienti campani si vocifera che gli elettori di Forza Italia potrebbero favorire la vittoria di De Luca perché lui avrebbe già manifestato la volontà di ricorrere fino alla Corte di Strasburgo per abolire la legge Severino e legittimare la vittoria. Ma se tutto ciò accadesse per De Luca, verrebbe riabilitato anche Silvio Berlusconi che così tornerebbe in Parlamento e sarebbe anche ricandidabile per le prossime elezioni. Al momento, stando agli ultimi sondaggi, è testa a testa tra De Luca e Caldoro, entrambi accreditati intorno al 37%. Il Movimento 5 Stelle si fermerebbe invece al 23% con Valentina Ciarambino, ma otterrebbe il “premio di consolazione” di essere il primo partito politico della Regione. Senza alleanze infatti il PD si fermerebbe al 20% e Forza Italia al 19,5%.

Elezioni regionali in Puglia e Liguria

Molto più tranquilla la situazione in queste altre due Regioni. In Puglia sembra ormai scontata la vittoria di Michele Emiliano che, dopo aver stravinto per due volte le elezioni a sindaco di Bari sembra non avere rivali anche a livello regionale. L’ex magistrato, secondo le stime, potrebbe arrivare a prendere il 42% dei voti, quasi il doppio di quelli che prenderebbe il candidato di centrodestra Schittulli, soprattutto dopo la scissione tra NCD, FdI e Fitto da un lato e Forza Italia e Lega dall’altro che porterà alle urne anche Adriana Poli Bortone. Il Movimento 5 Stelle con Laricchia invece dovrebbe fermarsi, come sempre, al terzo posto intorno al 17,5%.

Accesissima invece è la sfida in Liguria nella quale il ballottaggio è pressoché scontato. Paita (PD) e Toti (Forza Italia) sono praticamente pari intorno al 30%. Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle invece si ferma al 22%. In Liguria il Pd aveva la vittoria in tasca fino a poco tempo fa ma l’intenzione di candidare due concorrenti, aggiungendo Luca Pastorino della minoranza, toglierà all’incirca il 14% dei voti al Partito Democratico, costringendo così gli elettori a tornare a votare tra due settimane.

La situazione in Toscana, Marche e Umbria

Nella Regione rossa per eccellenza, la Toscana, nonostante l’alto tasso di astensionismo previsto è scontata la vittoria di Enrico Rossi che riunisce tutti i partiti di sinistra. Si calcola che Rossi potrebbe persino raggiungere il 50% dei voti. Qui è il Movimento 5 Stelle con Giannarelli a puntare alla seconda posizione con appena il 15,5% dei voti, 4 punti percentuali in più del candidato di Centro-destra Mugnai.

Scontata anche l’elezione di Luca Ceriscioli del PD nelle Marche. Qui a pesare non è tanto il programma elettorale ma la trovata “trasformista” di Gian Mario Spacca che, terminati i due mandati con uno schieramento di sinistra, ha intenzione di farsi rieleggere con la destra. Ma Ceriscioli, secondo le previsioni, potrebbe prendere oltre il doppio dei voti del concorrente. M5S invece a metà strada con il 23% di Maggi.

Sicuro ballottaggio infine anche in Umbria nella quale la candidata del PD Catiuscia Marini ha perso molti consensi negli ultimi tempi ed al momento si attesta intorno al 38%, guadagnati invece dal candidato di destra Claudio Ricci, accreditato del 34,5%. Il M5S con Liberati al momento si fermerebbe sotto il venti per cento.

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un commento

  1. Grazie Massimo, è stata una svista, abbiamo corretto immediatamente.
    A presto e grazie.

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