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Pigrizia: come combatterla individuando le cause

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La pigrizia, quando è eccessiva, può impedirci di raggiungere i nostri obiettivi, di avere una vita sociale soddisfacente e persino di prenderci cura di noi stessi. Per capire come combatterla, è importante analizzarne le cause. Ad aiutarci in questo compito è il professor Neel Burton, autore di Heaven and Hell: The Psychology of the Emotions. Lo psicologo spiega che l’eredità degli uomini primitivi può giocare un ruolo determinante nei nostri comportamenti attuali. I nostri antenati, infatti, erano abituati a vivere alla giornata ed evitavano di disperdere energie in attività che comportavano vantaggi a lungo termine.

La pigrizia ti blocca? Non fare il cavernicolo!

Senza farmaci, senza un riparo sicuro e privi di cibo a sufficienza, pensare troppo al futuro, pianificare e investire tempo e risorse vitali in progetti a lungo termine aveva davvero poco senso. Oggi invece l’aspettativa e le condizioni di vita sono fortunatamente aumentate e a ottenere risultati migliori, nella ricerca della felicità e nella realizzazione dei propri sogni, è chi riesce a guardare oltre il presente, lavorando ogni giorno per vincere la pigrizia e coltivare il proprio futuro. Purtroppo in alcuni casi o periodi particolari della nostra vita possiamo adottare nuovamente la strategia dei cavernicoli e non riusciamo a investire energie in progetti che non ci garantiscono una gratifica immediata.

La sfiducia nel futuro è una delle cause della pigrizia. Si tende spesso a godersi in modo indiscriminato il presente, senza pensare alle conseguenze delle nostre azioni. È il caso di chi adotta comportamenti poco sani, come bere, fumare, non muoversi abbastanza, ignorando che in futuro pagherà un prezzo alto per la mancanza di uno sguardo più lungimirante e di un maggiore rispetto del proprio corpo. In questo caso per combattere la pigrizia bisogna focalizzarsi su obiettivi a medio termine, immaginando ad esempio, come diventeremmo da qui a 2 mesi se smettesimo di fumare o se ci alimentassimo in modo sano. O ancora cosa accadrebbe se ogni giorno portassimo a termine una piccola parte di un progetto a cui teniamo particolarmente.

Ma non tutti i pigri sono pessimisti. Molte persone possono sembrare svogliate e poco volenterose soltanto perché non hanno ancora capito qual è la loro strada o perché, per diverse ragioni, si costringono o sono costrette a svolgere un lavoro poco stimolante, non adatto alle proprie potenzialità.

Per vincere la pigrizia in questi casi è essenziale essere sinceri con se stessi, interrogandosi sulle proprie passioni e alimentandole, lasciando perdere un percorso che non ci gratifica, non ci stimola abbastanza e ci porta a essere pigri.

Quando la pigrizia è il segnale della mancanza di autostima

Un’altra causa comune della pigrizia è la mancanza di autostima. Alcune persone, a causa dell’educazione sbagliata ricevuta, temono di non valere abbastanza e non si lanciano in alcun tipo di impresa perché temono i giudizi degli altri o, al contrario, hanno addirittura paura del successo. C’è chi poi ha talmente paura di fallire che preferisce evitare di mettersi in gioco, nel timore di sbagliare.

L’unico modo per combattere la pigrizia, è individuare cosa ci toglie la voglia di fare. La scarsa stima che abbiamo di noi stessi? Il timore del giudizio degli altri? Un lavoro poco stimolante e troppo “astratto”? Una volta individuato il motivo, bisogna semplicemente svegliarsi e decidere di NON essere pigri, dedicando parte o tutto il nostro tempo a coltivare i nostri interessi, a realizzare i nostri piccoli grandi progetti, senza timore di fallire e sovrastando con il nostro entusiasmo la voce che ci dice di lasciar perdere e di non sprecare energie. Anche gli errori sono delle esperienze utili, decisamente più istruttive della pigrizia, come ci ricorda il celebre inventore Thomas Edison:

Io non ho fallito duemila volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato millenovecento-novantanove modi su come non va fatta una lampadina.

Disclaimer

Foto: Sascha Wenninger via Flickr

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