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L’aceto di mele fa dimagrire? I benefici veri e i falsi miti

aceto di mele fa dimagrire

L’aceto di mele fa dimagrire o si tratta di uno dei tanti falsi miti sui prodotti miracolosi per perdere peso? A cercare di rispondere a questa domanda è stato uno studio giapponese condotto su un campione di 175 persone obese ma con valori nella norma e non affetti da altre patologie. I ricercatori hanno diviso i pazienti in due gruppi, invitando il primo a bere solo acqua, il secondo a consumare aceto di mele per un periodo di 12 settimane. I due gruppi hanno seguito la stessa dieta.

Alla fine del regime dietetico il gruppo che aveva consumato aceto di mele aveva perso in media mezzo chilo-un chilo. La perdita di peso riscontrata dai dietologi era stata leggermente superiore rispetto al dimagrimento osservato nel gruppo che aveva bevuto solo acqua. Cionostante il peso perso è stato recuperato in fretta.

Ma come spiegare la perdita di peso maggiore legata al consumo di aceto di mele? Secondo i ricercatori l’aceto di mele potrebbe attivare alcuni geni coinvolti nel metabolismo dei grassi. La dietologa americana Debbie Davis spiega che per perdere peso occorre comunque ridurre le porzioni, seguire una dieta sana ed equilibrata e svolgere regolarmente attività fisica.

Anche se l’aceto di mele non fa dimagrire, utilizzarlo per condire le nostre insalate e i nostri piatti è comunque una buona idea. Ci sono infatti altri vantaggi accertati da studi scientifici legati al consumo di aceto di mele. A illustrarli su WebMD è la direttrice del programma alimentare dell’Arizona State University, Carol Johnston.

L’aceto di mele, spiega la Johnston, può aiutare a controllare il livello di zuccheri nel sangue e a prevenire i fattori di rischio del diabete. L’esperta ha studiato per oltre 10 anni gli effetti dell’aceto di mele sulla salute e, per quanto riguarda il controllo della glicemia, li paragona addirittura a quelli di alcuni farmaci.

L’aceto di mele agisce infatti sulla digestione degli amidi, impedendone parzialmente l’assorbimento. Impedendo la digestione degli amidi, l’aceto di mele evita l’impennata del livello di zuccheri nel sangue causata dai pasti molto abbondanti con cibi ad alto indice glicemico.

Aceto di mele: chi soffre di diabete e/o gastroparesi faccia attenzione!

Michael Dansinger, direttore della Tufts University, avverte però i pazienti diabetici che non si può curare il diabete con l’aceto di mele. Bisogna seguire la dieta giusta e la terapia prescritta dal proprio medico curante per non correre rischi.

E attenzione anche ai rischi per la salute dell’aceto di mele. A fare attenzione dev’essere soprattutto chi è affetto da gastroparesi, un disturbo comune nei pazienti diabetici che comporta la stagnazione del cibo nello stomaco per un tempo più lungo del previsto. Il consumo di aceto di mele in questi soggetti può peggiorare il problema.

Il dottor Dansinger mette in guardia chi soffre di diabete:

Bere aceto di mele, anche se diluito in acqua, aumenta l’acidità dell’organismo, mettendo a dura prova i reni e le ossa.

L’aceto di mele migliore? È quello non filtrato!

Secondo la dottoressa Carol Johnston chi non soffre di diabete o di altre patologie, può trarre dei benefici dal consumo di aceto di mele se ha consumato pasti ricchi di cibi amidacei. In questo caso gli amidi non digeriti a causa dell’azione dell’aceto vanno infatti a nutrire i batteri buoni presenti nella nostra flora batterica. L’aceto migliore, secondo la dottoressa Debbie Davis, è quello non filtrato. Si riconosce perché ha un aspetto più torbido rispetto a quello sottoposto a filtraggio. Questo tipo di aceto è ricco di probiotici e può rivelarsi un rimedio utile contro la stipsi.

La raccomandazione della Johnston è di non bere mai direttamente l’aceto di mele, come se si trattasse di un bicchiere d’acqua, perché potrebbe rovinare lo smalto dei denti e danneggiare l’esofago. L’ideale è diluire uno o due cucchiai di aceto di mele in un bicchiere d’acqua e sorseggiarlo durante i pasti una o due volte al giorno.

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Foto: Veganbaking.net via Flickr

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