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Italicum è legge: come funziona il testo definitivo

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Dopo una travagliata settimana, alla fine Matteo Renzi ce l’ha fatta: l’Italicum è passato anche al Senato e l’Italia ora ha una nuova legge elettorale. Manca ancora la firma del Presidente della Repubblica, ma secondo molti si tratta solo di una formalità. Far passare la legge è stato molto difficile perché l’opposizione era compatta nel dire di no, e infatti ha lasciato l’aula, ma dicevano di no anche molti esponenti del PD. In 61 hanno infatti votato contro, ma non sono stati sufficienti a respingere una legge votata comunque da 334 senatori (4 gli astenuti). Andiamo ad analizzare dunque il testo definitivo dell’Italicum e vedere come cambieranno le prossime elezioni.

Le novità in cabina elettorale

L’elettore italiano troverà la prima novità già nell’urna. La nuova scheda elettorale per le prossime elezioni politiche prevederà il simbolo di partito con al fianco il nome del capolista. Accanto ad ogni simbolo ci sarà la possibilità di inserire fino a due preferenze. L’elettore può decidere di non scrivere nulla (e allora i voti si dividono a seconda delle liste bloccate), di scriverne uno solo o di scrivere entrambe le preferenze, ma in quel caso devono essere un uomo e una donna. Non possono infatti essere due uomini o due donne. Il voto è valido se si traccia una X sul simbolo di partito, non sul nome del capolista. Ogni capolista inoltre può presentarsi in cima alla lista in un massimo di 10 seggi e in ogni circoscrizione non possono esserci capilista dello stesso sesso per più del 60% dei casi.

Composizione del Parlamento

A urne chiuse si parte con il conteggio. I seggi vengono assegnati secondo il metodo proporzionale. La soglia di sbarramento, sotto la quale un partito resta fuori dall’aula, è il 3%, una soglia che secondo gli ultimi sondaggi oggi lascerebbe fuori NCD di Alfano e UDC di Casini, ma sarebbero molti i partiti a rischio che si trovano attualmente poco sopra il 3%, da SEL di Vendola a Fratelli d’Italia e Alleanza Nazionale.

Se una lista supera il 40% dei voti, ottiene un premio di maggioranza che equivale ad un minimo di 340 seggi in Parlamento; se nessuno raggiunge tale soglia si va al ballottaggio tra le due liste più votate senza tenere conto delle alleanze. Al momento il PD se la vedrebbe con il Movimento 5 Stelle, stando alle ultime rilevazioni dei sondaggisti. I ballottaggi si tengono 15 giorni dopo le elezioni che, ricordiamolo, si terranno tutte in un solo giorno e non più in due come le ultime volte.

La nuova legge elettorale Italicum, se venisse approvata dal Presidente della Repubblica, entrerà in vigore dal 1° luglio 2016 e si applicherà solo alla Camera. Si è scelta quella data perché il Governo stima che per allora avrà modificato il titolo V della Costituzione ed eliminato il Senato elettivo. Se per caso il Governo dovesse cadere prima e si andasse alle elezioni anticipate, vi si andrebbe con il vecchio sistema elettorale, il Mattarellum.

Foto: Wikipedia

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