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Def: il tesoretto da 1,6 miliardi non esiste

renzi e il def

Tesoretto? Macché, probabilmente è la solita arma di distrazione di massa. Lo ha teorizzato, come sempre in modo molto dettagliato e credibile, il Sole 24 Ore di questa mattina, analizzando i conti che derivano dal piano riforme del Governo. Secondo Matteo Renzi, dopo aver redatto il Def, acronimo di Documento di Economia e Finanza, una specie di rapporto che riassume tutte le politiche economiche del governo e stabilisce le previsioni della nostra finanza dei prossimi anni, dovrebbe avanzare un cosiddetto “tesoretto” da 1,6 miliardi di euro. Cifra che, come il famoso tesoretto lasciato da Prodi quasi un decennio fa, tutti ora vogliono spartirsi.

La Lega Nord ha proposto di destinarlo agli esodati, i sindacati ai lavoratori, Renzi vorrebbe destinarlo alle fasce deboli (appoggiato anche dall’Europa). La realtà è che questo tesoretto da 1,6 miliardi…non esiste. Si tratterebbe di una cifra che è presente solo sulla carta, derivante dalla crescita del Pil dello 0,7% anziché dello 0,6% come pronosticato in anticipo, e conseguentemente una riduzione del rapporto deficit/Pil dal 2,6% al 2,5%. Detto in altre parole, l’Italia avrebbe stime di produzione di ricchezza leggermente superiori al previsto. Ma appunto, sono stime.

Che fine farà il tesoretto del Def

A questo punto le destinazioni reali del Def sono molteplici. Il rischio concreto, per il quale ancora il Governo non ha deciso a chi destinare questi soldi, è che trattandosi di stime, a fine anno il Pil verrà rivisto al ribasso come fatto sempre negli ultimi decenni in Italia, e questi 1,6 miliardi sfumerebbero. La possibilità più concreta è che vengano destinati ad utilizzi già preventivati da tempo. Secondo quanto riporta oggi il giornale di Confindustria, 1,6 miliardi sono veramente briciole in confronto ai 16 miliardi di euro che il Governo deve trovare nel 2016 per evitare l’aumento dell’Iva di un altro punto percentuale, aggiunta alla copertura finanziaria per la detassazione destinata alle assunzioni con il contratto a tutele crescenti. E che dire dei tagli previsti per 5,2 miliardi di euro già preventivati, magari si potrebbe evitare di tagliare qualche servizio piuttosto che destinare i fondi a pioggia. Più probabilmente quindi il tesoretto verrà accantonato per quando serviranno risorse.

La realtà è che Renzi è molto bravo, come lo era Berlusconi, a creare aspettative e speranze tra la gente. Dire che c’è un miliardo e mezzo di euro da spendere per le fasce deboli è un’ottima trovata elettorale (tra poche settimane si vota per le Regionali). Molto probabilmente però questi soldi erano già destinati ad alcune politiche di welfare, ma dichiarare di aver impiegato risorse aggiuntive (che in realtà aggiuntive non sono visto che già c’erano) è uno spot migliore di qualsiasi ospitata in un talk show.

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