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Prostituzione potrebbe diventare legale in Italia: la proposta

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Sono anni che la società civile, e soprattutto le persone che praticano la professione senza costrizioni, lo chiedono, e finalmente ora potrebbero essere accontentate: la prostituzione potrebbe tornare legale in Italia. Sono migliaia le donne, ma anche uomini e trans, che ogni giorno per sbarcare il lunario decidono di prostituirsi, ma oggi lo fanno nella completa illegalità. Ad oggi infatti le case chiuse non ci sono più, non è reato vendere il proprio corpo ma lo è sfruttare la prostituzione. E il tutto viene fatto senza pagare un euro di tasse.

Per questo, dopo che molte persone che fanno questo mestiere si sono ribellate all’impossibilità di vivere una vita normale perché devono restare nell’ombra, adesso il Parlamento ha avviato l’iter per superare questo scoglio. Uno scoglio che dura da mezzo secolo e porta il nome di Legge Merlin.

La proposta bipartisan sulla prostituzione

Ci sono buone speranze che la proposta passi in quanto non è solo una parte politica a presentare il disegno di legge, ma sono in tutto 70 deputati e senatori facenti parte del Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Ncd, PD e Lega Nord. Praticamente tutte le forze del Parlamento, o quasi. La legge propone di obbligare chi vuole effettuare liberamente (senza costrizioni) la professione di “meretricio”, di aprire una partita Iva che può essere gestita singolarmente o sotto forma di cooperativa previa iscrizione alla Camera di Commercio. In questo modo si pagano le tasse e si può vivere nella legalità, potendo così accedere ai mutui, ma anche agli aiuti statali e agli altri vantaggi di un cittadino libero.

Nel testo compare anche l’obbligo dell’utilizzo del preservativo e i controlli sanitari obbligatori. Abolendo la Legge Merlin verranno riaperte le case di tolleranza, in modo da evitare lo scempio che oggi obbliga le prostitute a vivere per strada, ma permettendole così di esercitare la professione tranquillamente in casa, nella massima sicurezza. Il Parlamento ha intenzione di lasciare libertà ad ogni Comune di scegliere se limitare la professione della prostituzione solo in determinati quartieri, come per esempio avviene a Parigi o ad Amsterdam, oppure permetterla in qualsiasi casa di tutto il territorio.

Nella proposta di legge compare anche l’idea di destinare parte dei proventi della tassazione alla lotta alla tratta delle schiave, donne fatte arrivare da Paesi poveri e costrette a prostituirsi contro la loro volontà; ma anche agevolazioni per le prostitute che vogliono smettere di fare questo mestiere, alla lotta contro la prostituzione minorile, per la formazione del personale sanitario e per l’educazione sessuale nelle scuole. Secondo le stime, in Italia la prostituzione che verrebbe legalizzata avrebbe un giro d’affari per tre miliardi e mezzo di euro, un’entrata che lo Stato, in questo momento di crisi, non può permettersi di perdere.

Foto: Blemished Paradise su Flickr

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