#acquepulite per un’#italiasicura: Ministero dell’Ambiente riqualifica il sistema idrico nazionale

di Paola Pagliaro
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Sul fronte dell’acqua in Italia esiste una questione meridionale aperta da decenni. Intere aree del Sud del Paese sono sprovviste di servizi di fornitura idrica adeguati e devono fare i conti con perdite, disservizi e inefficienza. Ben 9 milioni di persone nelle regioni meridionali hanno problemi di quantità e qualità con l’acqua di rubinetto. Tre italiani su 10 non sono ancora allacciati a fognature e depuratori.

Tutte le regioni hanno infranto la direttiva Direttiva Ue del ’91/271 che disciplina la messa a norma dei sistemi fognari e depurativi. Per far fronte alle imperdonabili lacune infrastrutturali che l’Italia ha accumulato e attuare la riforma del servizio idrico in attesa da oltre 20 anni, il Governo Renzi si avvarrà della Struttura di missione #italiasicura.

L’organo, coordinato da Erasmo D’Angelis, nei giorni scorsi ha organizzato i suoi primi Stati generali a Roma, alla presenza del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e del Vice Ministro dello Sviluppo Economico Claudio De Vincentis. Nel corso dell’incontro, il Governo si è assunto impegni concreti per fornire ai cittadini servizi idrici migliori, creando al contempo occupazione.

Come ha sottolineato Erasmo De Angelis: “Siamo qui per dire che siamo in grado di superare i gap infrastrutturali con un’accelerazione degli investimenti e un effetto positivo sui livelli occupazionali. Federutility li stima in una fascia compresa fra 160.000 e 220.000 posti di lavoro.”

Oltre a migliorare la qualità dell’acqua di rubinetto, l’obiettivo di #italiasicura è far fronte alle lacune infrastrutturali dei sistemi di depurazione e fognazione, fonte di inquinamento dei nostri fiumi e delle nostre spiagge più belle. I cittadini potranno accedere ai dati di interesse sul sistema idrico nazionale collegandosi al nuovo portale www.acqua.gov.it. I cittadini potranno seguire l’andamento dei lavori in corso.


Nei prossimi mesi bisognerà procedere alla rottamazione o ristrutturazione di 170.000 km di condotte; favorire la depurazione e il riciclo delle acque reflue; potenziare gli impianti di depurazione esistenti e metterli a norma e aumentare i controlli per prevenire gli scarichi illeciti nelle acque di superficie.

L’operazione su larga scala per #acquepulite coordinata da #italiasicura costerà in media 50 euro ad abitante. Il non intervento costerebbe complessivamente 130 miliardi  di euro, senza contare i costi dei danni ambientali dell’inquinamento. Complessivamente l’Italia investirà oltre 20 miliardi di euro tra risorse pubbliche e private nel quinquennio 2015-20 per adeguare agli standard comunitari il servizio idrico nazionale.

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