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Fistola perianale: cause e sintomi

fistola perianale

La fistola perianale è un canale di collegamento tra la cute dell’ano ed il canale anale nella parte finale dell’intestino. Si tratta di una condizione che comporta non pochi disagi e che può essere provocata essenzialmente da un ascesso o da un’operazione chirurgica. All’interno dell’ano sono presenti alcune ghiandole. La fistola perianale nasce, nella maggior parte dei casi (circa il 90%), in seguito all’infezione di queste ghiandole che provocano un ascesso. L’ascesso perianale produce dunque questa specie di tunnel che collega le ghiandole infette alla pelle al di fuori dell’ano, provocando un piccolo buco. Il canale è spesso infettato da pus. La fistola perianale compare in circa il 50% dei pazienti affetti da ascesso perianale.

Le cause della fistola perianale

Come detto, la principale causa della fistola perianale sono gli ascessi. Ma cosa causa un ascesso perianale? La condizione è provocata da batteri o sostanze estranee che vengono introdotte nel tessuto perianale attraverso la ghiandola. L’ascesso può inoltre essere agevolato dalla presenza di infiammazioni o dalla colite. La fistola perianale viene provocata in seguito al drenaggio dell’ascesso, cioè si estrae il pus che si è formato e rimane il canale aperto che favorisce ulteriori infezioni.

Fistola perianale: sintomi e diagnosi

Il sintomo più comune della fistola perianale è il dolore all’ano, al quale segue in breve tempo anche del gonfiore. Oltre a questi sintomi, il paziente può anche avere una sensazione di spossatezza, brividi e avere la febbre, anche alta. Nei giorni successivi l’ano comincia a prudere ed espellere pus e sangue, e la situazione va peggiorando sempre più o può ritornare ciclicamente. Ad un’attenta analisi si può notare come compaia un forellino accanto all’ano. Quel forellino dimostra che si è formato il condotto chiamato fistola perianale.

Alla nascita dei primi sintomi, se non scompaiono da soli o se diventano insopportabili, bisogna visitare un medico. Spesso il medico di famiglia può inviare il paziente da uno specialista, in questo caso un proctologo, che nella maggior parte dei casi riconosce immediatamente una fistola perianale e decide di operare. Se la fistola è profonda o più complessa ci può essere bisogno di una ecografia transanale o la risonanza magnetica.

L’intervento chirurgico è un’operazione di routine, non dolorosa e che permette di ritornare alla vita normale nel breve giro di qualche giorno. Nei casi più complessi invece è necessaria l’anestesia totale. Il ricovero è necessario solo per i pazienti con problemi gravi precedenti come diabete o immunocompromessi, o nei casi più complessi. In rari casi, circa il 10%, la fistola perianale si risolve da sola senza la necessità di intervento, ma la recidiva è molto probabile. Esistono anche tecniche moderne e più avanzate che non prevedono l’intervento chirurgico come la colla di fibrina che chiude il canale o il tappo prostatico, ma la procedura più sicura resta la rimozione chirurgica. Possibile anche una cura di antibiotici se la fistola è causata da un ascesso.

È bene che i pazienti, sia durante la malattia che dopo l’operazione, effettuino controlli per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili, infiammazione dell’intestino, malattie diverticolari o facciano esami per il cancro al retto. Inoltre bisogna seguire una dieta che permetta di ammorbidire le feci ed effettuare bidet con acqua tiepida anche 3-4 volte al giorno.

Fonti: fascrs; società italiana unitaria colonproctologia; webmd; chirurgiacolonrettale.eu
Foto: Photl

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