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Falso in bilancio: cosa cambia con la legge voluta da Renzi

falso in bilancio

Dopo oltre un decennio il falso in bilancio sta per essere ripristinato in Italia. Sono lontani i tempi del Governo Berlusconi quando l’ex Cavaliere, per evitare condanne per se stesso e le sue aziende, depotenziò il falso in bilancio rendendolo applicabile ad un numero minimo di casi, escludendo ovviamente quelli nei quali lui era coinvolto. Dopo le polemiche sul caso della norma salva-Silvio, Renzi è finalmente riuscito a far passare al Senato la legge sul falso in bilancio che dovrebbe ripristinare, anche con pene più severe, il reato. Va specificato però che la legge non è ancora entrata in vigore ma il testo deve passare alla Camera dove potrebbe essere modificato. Non è comunque certo che ciò avvenga, anzi allo stato attuale sembra una mera formalità.

Le novità del nuovo falso in bilancio

Ma cosa cambia con il nuovo reato di falso in bilancio introdotto da Renzi? Il reato diviene sempre perseguibile d’ufficio, e non più solo in alcuni casi com’era prima. Aumentate anche le soglie di punibilità. Se il reato viene addebitato ad una società quotata in Borsa, i suoi amministratori rischiano da un minimo di 3 anni di reclusione ad un massimo di 8; se la società non è quotata va da un minimo di 1 ad un massimo di 5. La novità più importante è che non esiste più la soglia di non punibilità che ha fatto tanto arrabbiare gli italiani e che molto probabilmente era il frutto del Patto del Nazareno visto che salvava proprio Berlusconi da uno dei suoi processi. L’unico limite è che il giudice deve riconoscere che il reato sia stato voluto per “trarre in inganno consapevolmente” il Fisco, con questa postilla si evita di far arrestare degli imprenditori solo per un errore nella compilazione del bilancio. Inoltre per le società non quotate c’è la possibilità di riduzione della pena grazie alla “tenuità del fatto”, quando cioè la somma evasa è minima rispetto al bilancio. Tenendo cioè conto della dimensione dell’impresa e della sua natura, se la parte evasa è irrilevante possono esserci sconti di pena da 6 mesi fino a 3 anni.

Per quanto riguarda le sanzioni pecuniarie, in caso di condanna le società quotate in Borsa saranno tenute a pagare una multa pari a 600 quote societarie, mentre le non quotate arriveranno a pagare fino ad un massimo di 400. In euro, il minimo sarà di 258, il massimo di 1549 euro.

Le nuove norme antimafia e anticorruzione

All’interno del testo sul Falso in bilancio rientra anche la nuova norma anticorruzione che riguarda non solo più i soldi non dichiarati al Fisco da parte delle aziende, ma anche i reati corruttivi a scopo mafioso e nei confronti della Pubblica Amministrazione. Per dare una stretta vera al reato, sono state aumentate le pene per i reati di corruzione propria (la minima sale da 4 a 6 anni di carcere, la massima da 8 a 10); corruzione durante l’esercizio della funzione (il massimo è stato portato da 5 a 6 anni di galera); e corruzione in atti giudiziari (minima da 4 a 6 anni, massima da 10 a 12).

Aumenta anche la pena per peculato (indebita appropriazione da parte di un rappresentante dello Stato) che passa da 10 anni a 10 anni e mezzo, mentre per l’induzione indebita la pena minima passa da 3 a 6 anni e la massima da 8 a 10 e mezzo. Inasprite anche le pene per il reato di associazione mafiosa (pena minima passa da 7 a 10 anni, la massima da 12 a 15); per i boss le pene passano da 9 a 12 anni e da 14 a 18 anni; per gli affiliati dell’associazione armata da 9 a 12 anni e da 15 a 20 anni, per i loro capi da 12 a 15 e da 24 a 26.

Infine, per agevolare le indagini da parte degli inquirenti, come per i reati di mafia, anche per il falso in bilancio e la corruzione sono previsti sconti per chi collabora con la legge fino ad un terzo della pena. Per potere patteggiare sarà inoltre obbligatorio restituire l’intera somma rubata, altrimenti non se ne ha diritto.

Foto: Photl

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