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Flebite: sintomi e cura

flebite sintomi e cura

La flebite è l’infiammazione di una vena (“fleb” significa vena e “ite” indica l’infiammazione). Consiste in un trombo che si forma nelle vene più comunemente delle gambe, ma può formarsi anche nelle braccia e nel collo. La flebite fa gonfiare la vena e quando si trasforma in coagulo di sangue o in trombo si parla di tromboflebite. Quando il rigonfiamento è superficiale, il termine scientifico è tromboflebite superficiale, quando è profonda e va ad intaccare il muscolo, si parla di trombosi venosa profonda. La condizione in sé non è pericolosa, specie quando rimane superficiale, ma può diventarlo se il trombo si sposta e va ad intaccare gli organi vitali come i polmoni, trasformandosi in embolo. In questo caso la condizione si trasforma in embolia polmonare.

Flebite – sintomi e cause

I sintomi della flebite più comuni sono rossore della zona colpita, calore e a volte anche dolore. Come detto in precedenza, se la flebite è superficiale si può notare un piccolo gonfiore duro sotto pelle; quando invece è più in profondità la gamba può gonfiarsi e dolere quando si sta in piedi. In alcuni casi più rari può comparire anche un po’ di febbre. Crampi e tremori sono altri sintomi che possono comparire anche alle braccia. In molti casi la flebite non ha sintomi.

La flebite può essere causata da un trombo (o più di uno), favorito da una lunga serie di fattori di rischio. Il più comune è l’inattività, ovvero il restare tante ore seduti nella stessa posizione. Molto comune è la comparsa dei sintomi in seguito ad un lungo viaggio in macchina o in aereo, oppure quando si è costretti a letto da una malattia o durante un periodo di convalescenza dopo un intervento chirurgico. Altri fattori di rischio sono tumore al pancreas (in questo caso non vengono prodotte sostanze coagulanti del sangue), ictus, pacemaker o catetere in una vena, interruzione del normale drenaggio a causa dell’eliminazione del ganglio linfatico per esempio dopo una mastectomia, usare la pillola anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva, essere obesi o in sovrappeso, soffrire di vene varicose, utilizzare farmaci per via intravenosa e fumare. Durante la gravidanza, o subito dopo, la flebite può comparire a causa della maggiore pressione delle vene del bacino, ma la condizione svanisce dopo qualche settimana dal parto. La causa più comune resta comunque una lesione alla vena. La flebite è una condizione ereditaria, dunque se qualche familiare ne ha sofferto, è probabile che comparirà anche nelle future generazioni.

Come curare la flebite

Nel caso di tromboflebite superficiale, molte volte non c’è una vera e propria terapia da seguire, la condizione è benigna e può passare da sola. Il medico può così consigliare di fare della moderata attività fisica e al massimo assumere degli antinfiammatori. Seguendo i consigli medici si può guarire in un paio di settimane.

Nei casi un po’ più complessi si può fare ricorso ai medicinali anticoagulanti, ad un bendaggio all’ossido di zinco, al filtro venoso o all’utilizzo delle calze elastiche. Nelle situazioni più pericolose, quando si vanno ad intaccare vene importanti, è possibile eseguire un’operazione chirurgica. Le vene varicose vengono rimosse in day hospital. È importante, in seguito a qualsiasi pratica indicata dal medico, cercare di tenere le gambe sollevate quando si gonfiano ed indossare le calze elastiche tutti i giorni. In caso di dolore, il medico può assegnare anche degli antidolorifici a base di paracetamolo, se invece la condizione è provocata da un’infezione, possono essere prescritti degli antibiotici.

Esistono anche alcuni rimedi naturali che possono alleviare i sintomi della flebite nei casi non gravi. Questi sono massaggi all’oleolito di calendula, oppure impacchi al Natrum muriaticum o comunque impacchi caldi. Prendere l’abitudine di fare una passeggiata ogni giorno può anche ridurre i fattori di rischio. Qualsiasi sia il trattamento, compresa l’operazione chirurgica, è possibile tornare alla vita quotidiana in poche settimane.

Fonti: flebitis.net; farmacoecura; emedicinehealth; tantasalute
Foto: Freeimages

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