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Tragedia Germanwings: il copilota voleva distruggere l’aereo

tragedia germanwings

Ci sono volute appena 48 ore per risalire alla verità: la tragedia Germanwings poteva essere evitata, sarebbe bastato tenere almeno due persone in cabina di pilotaggio. Gli inquirenti non hanno più dubbi, la responsabilità dello schianto è tutta del copilota Andreas Lubitz, 27 anni e 630 ore di volo alle spalle. Nessun guasto tecnico, dalla ricostruzione possibile grazie al recupero della scatola nera si capisce abbastanza chiaramente la dinamica dell’accaduto.

La ricostruzione della tragedia Germanwings

La mattina del 24 marzo scorso l’Airbus A320 della Germanwings partito da Barcellona direzione Dusseldorf stava viaggiando in territorio francese. Arrivato all’incirca alla metà del percorso, il primo pilota, esperto con oltre diecimila ore di volo, parlava con il suo copilota in maniera normale e cordiale. I due organizzano la discesa e, prima che la procedura inizi, il pilota ne approfitta per andare in bagno.

Lubitz, che probabilmente aveva già in mente questi insani propositi, approfitta dell’uscita del comandante, resta da solo in cabina e si chiude dentro. Attiva il blocco antiterrorismo per non permettere al collega di rientrare, e attiva subito il comando che fa perdere quota all’aereo. Sono le 9:30 e comincia la tragica discesa del velivolo. L’unico mistero resta il fatto che l’ordine che Lubitz dà non è di scendere e basta, ma pone come limite quello dei 100 piedi di altezza, come se volesse distruggere l’aereo ma non necessariamente uccidere le persone che vi erano all’interno.

Fatto sta che, sarà perché ha scelto la zona sbagliata, un’area montuosa nella quale un atterraggio di emergenza è impossibile, ma l’aereo finisce con lo schiantarsi contro una montagna, tra le urla dei passeggeri e i rumori della porta che il comandante intanto sta tentando di sfondare.

Le contromisure dopo l’incidente

Adesso si investiga sulla vita di Andreas Lubitz, anche per cercare qualche collegamento con il terrorismo islamico, ma al momento gli inquirenti sembrano escludere questa pista. Né lui né i suoi parenti risultano essere musulmani o legati in qualche modo al mondo islamico. Aveva superato al 100% i test medici e psicologici che la Lufthansa tiene periodicamente sui suoi piloti. Nonostante i medici non abbiano riscontrato nulla di anomalo, il giornale tedesco Faz ha intervistato una sua amica d’infanzia, la quale ha ammesso che Lubitz soffrisse di depressione. La società lo sapeva e per un certo periodo l’aveva sospeso, ma dopo essere stato dichiarato guarito, i test psicologici ai quali era stato sottoposto non hanno riscontrato nulla di anomalo.

Dopo l’incidente molte compagnie europee, tra le quali l’Alitalia, hanno deciso di cambiare le regole per fare in modo che mai più accada che un pilota resti da solo in cabina di comando.

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