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Dall’inferno si ritorna: la bambina che sfuggì al genocidio dei tutsi in Ruanda

dall'inferno si ritorna

Chi è tornato dall’inferno ha il dovere di raccontarlo, per gratitudine e perché la sua esperienza può aiutare chiunque: in ogni luogo, spazio e tempo. Il premio di vincere la morte non cade mai in prescrizione e contagia in energia vitale chi sta per essere inghiottito dal buio. Per questo ricordare è tutto.

Con questa premessa inizia il racconto di Christiana Ruggeri Dall’inferno si ritorna, ispirato a una storia vera: la fuga di una bambina, ribattezzata Bibi nel libro, dal genocidio degli hutu contro i tutsi e gli hutu moderati. Un massacro che, dal 7 aprile ai primi di luglio del 1994, in Ruanda costò la morte a oltre 800 mila persone. Gli hutu si accanirono soprattutto contro i bambini per cercare di cancellare il futuro dei tutsi ruandesi.

Bibi fu una delle poche a sopravvivere alla carneficina. La sua famiglia fu sterminata da un gruppo armato hutu il 13 aprile del 1994. Nell’assalto alla casa di Bibi, morirono la madre, il fratellino, la zia e i cuginetti. Lei si risvegliò, con il corpo martoriato dai proiettili, ma viva.

La scena che le si parò davanti era terrificante. I cadaveri dei suoi familiari erano sparsi per casa, nell’aria si respirava l’odore della morte. Bibi riuscì a scappare da quell’inferno, attraversando il Paese insieme a oltre 200 mila profughi e raggiungendo lo Zaire. Una lunga strada lastricata di ostacoli verso la salvezza.

Oggi Bibi, sopravvissuta a quell’inferno, vive a Roma e studia medicina grazie al sostegno dell’associazione Progetto Rwanda Onlus, a cui andranno metà dei proventi ricavati dalla vendita del libro. La sua storia è stata trasformata in racconto dalla giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri e pubblicata da Giunti l’11 marzo 2015. Una testimonianza che offre un punto di vista inedito sul genocidio dei tutsi, vissuto attraverso gli occhi innocenti di una bambina e che per questo ci appare ancora più terribile nella sua atrocità e assurdità.



La donna non ha voluto svelare la sua identità. Nel cassetto ha già pronto il racconto dello stesso inferno, scritto di suo pugno, che pubblicherà quando si sentirà pronta ad associare il suo nome, la sua esistenza, a un’esperienza così atroce e devastante. Nel frattempo vale la pena leggere la preziosa testimonianza di quei tragici eventi raccolta da Christiana Ruggeri nel libro di Giunti Dall’inferno si ritorna.

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