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Aereo della Germanwings: la responsabilità è del pilota?

incidente aereo germanwings

Nuovi inquietanti scenari si affacciano sul caso dell’aereo della Germanwings che si è schiantato nella mattinata del 24 marzo scorso sulle Alpi francesi all’altezza di Barcellonnette. Secondo quanto riporta il New York Times che ha ricevuto le informazioni da una fonte tra gli inquirenti, è stato analizzato l’audio di una delle due scatole nere (l’altra è in fase di recupero). Le scatole nere sugli aerei sono due, una registra l’audio interno alla cabina di pilotaggio mentre l’altra registra i parametri del volo.

Quanto è emerso è inquietante. Secondo quanto riporta il NYT la situazione all’interno della cabina di pilotaggio era tranquilla. Poi ad un certo punto uno dei due piloti è uscito dalla cabina, non si sa ancora per fare cosa, e poco dopo è cominciata la discesa spericolata. Dall’audio si sente il pilota prima bussare normalmente alla porta che, a causa delle norme antiterrorismo dopo l’11 settembre è blindata e può essere aperta solo dall’interno della cabina, e poi, vedendo che la porta non veniva aperta, si sente che il pilota tenta in tutti i modi di sfondarla. Purtroppo senza riuscirci.

Le ipotesi allo studio

Con questo audio così enigmatico, con una normale chiacchierata prima e la tanta agitazione dopo, unito al fatto che il pilota rimasto nella cabina di comando non abbia lanciato il segnale di SOS, la situazione va delineandosi e le ipotesi più accreditate sarebbero due. La prima è quella del malore, il pilota si sarebbe sentito male, forse a causa della mancanza di ossigeno dovuta alla depressurizzazione, non avrebbe così potuto né aprire la porta della cabina né inserire il pilota automatico, probabilmente accasciandosi sui comandi e portando l’aereo a precipitare; la seconda è che il pilota abbia atteso l’uscita del collega per poi schiantarsi volontariamente contro la parete montuosa. In questo caso bisogna capire se ci sono legami con il terrorismo o si tratta di un atto deliberato, un tentativo di suicidio. Purtroppo non sarebbe la prima volta che accade.

Al momento le autorità non si sbilanciano e, a livello ufficiale, non confermano né smentiscono le indiscrezioni rivelate dal New York Times. Intanto le operazioni di recupero dei cadaveri continuano, e i primi sono già stati portati in obitorio per i controlli di routine. L’unica certezza è che ci vorranno settimane, probabilmente mesi, per risalire alla verità.

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