Home / Salute / Medicina / Sintomi ernia inguinale: quando è consigliato l’intervento

Sintomi ernia inguinale: quando è consigliato l’intervento

sintomi ernia inguinale

L’ernia inguinale è una fuoriuscita delle viscere dalla porta erniaria nella zona inguinale, simile ad un gonfiore molle. Si può notare perché si forma una sacca esterna alla parete addominale, delle dimensioni di un uovo, che contiene le viscere. Esistono diversi gradi di ernia inguinale, un po’ come tutte le ernie, che vanno da quella lieve e quasi impercettibile a quella più grave e debilitante. Si tratta di una condizione molto comune specialmente negli uomini che possono arrivare a soffrirne anche 10 volte più delle donne a causa della diversa conformazione dell’area inguinale. L’ernia inguinale colpisce nella maggior parte dei casi adulti di mezza età, ma può capitare in qualsiasi fascia d’età, bambini compresi.

Cause e sintomi dell’ernia inguinale

L’ernia inguinale non è una malattia ma piuttosto un difetto anatomico. Le cause sono molteplici, ma tutte sono correlate al cedimento della parete muscolare addominale che, per un motivo o per un altro, lascia fuoriuscire le viscere. Nelle donne la causa più comune di ernia inguinale è la gravidanza; negli uomini invece deriva da muscoli sfibrati e deboli, ascessi, atrofia muscolare o da ferite spesso procurate da un’altra operazione. I muscoli si sfibrano o si atrofizzano a causa della mancanza di attività fisica. Se non vengono allenati si indeboliscono fino ad una vera e propria degenerazione. Quando sono troppo deboli, le viscere discendono, provocando un’ernia.

Altri casi in cui l’ernia inguinale può manifestarsi sono alimentazione eccessiva e cattiva, costipazione (o stitichezza), eccesso di tossine nel corpo e tosse cronica. Nei bambini invece capita spesso nei casi di parti prematuri perché la parete addominale è ancora troppo debole. La comparsa dell’ernia è facilitata dall’obesità.

Come detto all’inizio, l’ernia inguinale può essere molto lieve e non essere nemmeno avvertita dal paziente. In molti casi si può notare una sacca addominale soltanto quando si è in posizione eretta, mentre da distesi la sacca svanisce. Quando i sintomi compaiono, oltre a quelli visivi possono esserci anche dei crampi addominali che però svaniscono a riposo, e sensazioni di bruciore. Quando la situazione si aggrava, può esserci la compressione dell’intestino che può provocare un vero e proprio foro nelle viscere, comportando strangolamento dei vasi sanguigni. Quando ciò accade, il paziente prova fitte dolorisissime che provocano nausea e vomito, nonché infiammazione in tutta la zona addominale. I sintomi si aggravano in seguito ad uno sforzo.

Quando l’intervento è necessario e quando è evitabile

L’intervento chirurgico per l’ernia inguinale è necessario nei casi in cui la condizione diventa debilitante, come appunto i casi di infiammazione e strangolamento dei vasi sanguigni. L’intervento diventa anche urgente perché bisogna evitare conseguenze più gravi. Quando invece l’ernia non provoca fastidi ed è lievemente visibile, si può attuare una sorta di terapia conservativa. Una volta che l’ernia inguinale si crea, non guarisce da sola, né esistono farmaci che possono farla regredire. È però possibile evitare che peggiori, evitando anche l’intervento chirurgico, utilizzando alcuni capi di abbigliamento particolari come mutande elastiche, riducendo i fattori di rischio, migliorando l’alimentazione ed effettuando alcuni specifici esercizi addominali indicati dal medico. Può darsi che l’ernia rimanga stabile per anni ma può darsi anche che progredisca, rendendo necessario l’intervento.

Oggi l’operazione chirurgica per l’ernia inguinale è diventata un’operazione di routine, si svolge in day hospital e permette di tornare alla vita normale in appena due settimane. È però piuttosto comune che l’ernia ricompaia dopo l’operazione a distanza di anni se i comportamenti a rischio (mancanza di attività fisica e alimentazione errata) continuano. Raramente ci sono complicazioni dell’intervento, più che altro riguardanti l’anestesia, mentre in seguito all’intervento statisticamente nel 2% dei casi capita di doversi ricoverare nuovamente a causa di emorragie. Molto più rare altre complicanze.

Subito dopo l’operazione di ernioplastica è possibile una leggera perdita momentanea della sensibilità cutanea nella zona dell’intervento. La sensazione scompare gradualmente in un paio di mesi. È possibile avvertire anche un po’ di dolore nei giorni successivi all’intervento causati dai movimenti che tendono la zona addominale, ma anche questi scompaiono in poco tempo. Se le fitte diventano insopportabili è anche possibile assumere degli antidolorifici. Se l’ernia è piccola si può operare in laparoscopia, una operazione minimamente invasiva nella quale l’incisione è piccolissima, giusto per far entrare un tubo dotato di telecamera nel corpo, ed operare direttamente all’interno del corpo. Le complicanze in seguito alla laparoscopia sono davvero minime e l’operazione permette di tornare alla vita normale in breve tempo.

Fonti: Mayoclinic; ernia-inguinale.org; Webmd; my-personaltrainer
Foto: Freeimages

Disclaimer

Potrebbe interessarti anche:

vampate di calore negli uomini

Vampate di calore negli uomini: le cause e i rimedi più efficaci

Le vampate di calore negli uomini si manifestano con gli stessi sintomi delle donne, ma le cause e i rimedi sono diversi: ecco quali.