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Schianto aereo della Germanwings: è mistero sulle cause

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Ieri mattina, intorno alle 11, un aereo della Germanwings, Airbus A320 partito da Barcellona e diretto a Dusseldorf, si è schiantato sulle Alpi francesi all’altezza di Barcellonnette, una zona a pochi chilometri dal confine con l’Italia. A bordo 150 persone, delle quali 144 passeggeri (non risultano italiani), due piloti e quattro membri dell’equipaggio, tutti dichiarati morti dalle autorità. E qui comincia il primo mistero. Il capo della gendarmeria francese appena giunta sul posto con un elicottero, ha dichiarato di aver visto alcuni corpi che si muovevano. Il premier francese Manuel Valls però si è affrettato a smentire tutto ed ha dichiarato che non ci sono superstiti.

Il problema è che il luogo dello schianto è molto impervio, a 2700 metri d’altezza sul Mont Estrop, e nemmeno i mezzi di soccorso più avanzati hanno potuto raggiungerlo. Solo un elicottero è riuscito ad avvicinarsi, ma non è riuscito a raggiungere le vittime. Solo oggi cominceranno le operazioni di recupero dei rottami e delle vittime per tentare di capire le motivazioni dello schianto.

Le ipotesi sulle cause

Al momento non c’è un’ipotesi prevalente sulla causa che ha portato allo schianto aereo della Germanwings, ma le idee prevalenti sono due. La più accreditata è quella di un guasto all’aereo. Proprio il giorno precedente il velivolo era rimasto a terra per una riparazione (secondo l’azienda completamente riuscita), e vista la manovra piuttosto azzardata (il comandante ha portato l’aereo da 11.500 metri a 2.700 in 8 minuti), assomiglia tanto ad una manovra d’emergenza per tentare un atterraggio. Inoltre il personale della Germanwings rimasto a terra ha deciso di sospendere tutti i voli per consultarsi. Che loro siano a conoscenza di qualche malfunzionamento ed ora si rifiutino di mettere in pericolo anche la loro vita?

La seconda opzione, al momento però sembrerebbe meno probabile, è quella dell’attentato terroristico. Ma non ci sono state rivendicazioni e gli inquirenti affermano che, allo stato attuale, nulla fa pensare a questa ipotesi. Esclusa invece l’ipotesi dell’errore umano, il comandante aveva più di 10 anni di esperienza e seimila ore di volo alle spalle. Resta comunque il mistero della scatola nera. Alla torre di comando non è giunto nessun segnale di soccorso, e le scatole nere registrano le conversazioni avvenute tra i piloti, oltre che i parametri dell’aereo. Entrambe sono state recuperate, e sono rimaste misteriosamente intatte, come gran parte del velivolo, nonostante lo schianto. Cosa può aver portato l’aereo a perdere quota in modo così repentino, ed in un luogo così impervio, lasciando buona parte dell’aereo intatto ma i passeggeri tutti morti? Nei prossimi giorni scopriremo la verità.

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