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Salario minimo garantito: ce l’hanno tutti tranne l’Italia

salario minimo garantito

Lavorare in Italia è un diritto sancito dalla Costituzione, ma per i giovani di oggi è quasi un miracolo. I datori di lavoro a volte si comportano come se facessero un favore al dipendente di turno che viene assunto, e purtroppo spesso si comportano di conseguenza. Non solo attraverso contratti precari, ma anche con uno stipendio da fame. Dallo sfruttamento alla vera e propria schiavitù, non è difficile spulciare tra le offerte di lavoro e trovare impieghi non retribuiti, ma che offrono “visibilità” o “possibilità di imparare”. Una strategia subdola che purtroppo esiste solo in Italia.

Alcune categorie, come gli operai e gli impiegati, hanno combattuto per anni in passato e sono riuscite a strappare i contratti nazionali di lavoro che prevedono un salario minimo garantito. Ma oggi che il tempo indeterminato praticamente non esiste più, questo “lusso” non ce l’ha quasi più nessuno. Il Sole 24 Ore è andato così a cercare come si comportano all’estero, senza andare troppo lontano, rimanendo all’interno dell’Unione Europea, per capire gli altri Paesi come fanno a regolamentare il lavoro, ed ecco quello che ha scoperto.

In tutta Europa tutti i Paesi hanno il salario minimo garantito che vale per qualsiasi lavoro, cioè uno stipendio minimo orario sotto il quale non si può scendere, che garantisce la dignità di lavorare non solo per sopravvivere, ma per vivere degnamente. Dei 30 Paesi presi in considerazione (nel novero sono stati compresi anche gli extraeuropei Giappone e Usa), solo 6 non prevedono il salario minimo garantito. In molti di questi non serve perché gli stipendi sono già i più alti al mondo, stiamo parlando di Finlandia, Svezia, Danimarca e Austria. Rimangono fuori due nazioni soltanto: Italia e Cipro. Ma come fanno gli altri Paesi?

I lavoratori più “fortunati” vivono in Lussemburgo dove per un’ora di lavoro, qualsiasi sia il lavoro, non si può guadagnare meno di 11,12 euro. E non a caso il Lussemburgo risulta essere il Paese più ricco d’Europa. A seguire ci sono Francia (9,61 euro all’ora), Olanda (9,21 euro) e Belgio (9,10). In Irlanda, Germania e Regno Unito si resta sopra gli 8 euro all’ora, Slovenia e Malta sopra i 4, Spagna, Grecia e Portogallo sopra i 3 euro all’ora e tutti gli altri sopra i due euro l’ora, fatta eccezione per le nazioni ex sovietiche dove il salario è inferiore ai 2 euro. Ma almeno un minimo garantito c’è. In Giappone si guadagna minimo 5,56 euro l’ora, negli Stati Uniti 5,46.

Vien da sé che gli stipendi minimi nei Paesi con il salario minimo garantito più alto non scendono sotto i 1.300-1.400 euro al mese, considerando ovviamente ferie e giorni di malattia. Senza questa disciplina invece in Italia non solo lo stipendio medio si è di fatto ormai attestato sugli 800 euro circa, ma molte categorie non hanno nemmeno il giorno di riposo settimanale, le ferie sono un miraggio e tredicesima e quattordicesima non si sa più cosa siano. Se Renzi volesse portare a casa una vera riforma del lavoro, sa ora dove agire.

Foto: Freeimages

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