Home / Salute / Medicina / SLA: come riconoscere il Morbo di Lou Gehrig

SLA: come riconoscere il Morbo di Lou Gehrig

sla - morbo di lou gehrig

Gli italiani la conoscono come SLA, ma è chiamata anche Morbo di Lou Gehrig o Malattia di Charcot. In sostanza si tratta della Sclerosi Laterale Amiotrofica, una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, i neuroni che stimolano i movimenti muscolari. Oggi è ben conosciuta soprattutto grazie alle tante manifestazioni, sportive e non solo, realizzate con finalità benefiche per trovare una cura.  È chiamata Morbo di Lou Gehrig in seguito alla morte, nel 1941, di un giocatore americano di baseball, appunto Lou Gehrig, il quale portò all’attenzione nazionale questa malattia e si iniziò a studiarla. La malattia in Italia è diventata famosa grazie all’ex calciatore Stefano Borgonovo, purtroppo deceduto di recente, che nonostante la disabilità si è battuto per rendere questa condizione nota al grande pubblico. Anche grazie ad iniziative del genere oggi la ricerca ha fatto passi da gigante nella direzione di una cura, o almeno del rallentamento dei sintomi.

I motoneuroni partono dal cervello e arrivano al midollo spinale, e poi dal midollo spinale finiscono ai muscoli di tutto il corpo. La SLA comporta una degenerazione dei motoneuroni che, alla fine, muoiono, rendendo impossibile il movimento. Secondo le statistiche la sua incidenza è di un caso ogni 33 mila persone circa, e secondo l’associazione italiana Aisla si calcola che ad oggi nel nostro Paese ne siano affette circa cinquemila persone. Possono essere colpiti sia uomini che donne, anche se la popolazione maschile è leggermente in numero superiore. Colpisce a quasi qualsiasi età, ma tra i bambini è una malattia molto rara, mentre l’incidenza maggiore si manifesta dopo i 40 anni.

Cosa causa la SLA e come riconoscerla

Sulla causa della SLA ancora la scienza brancola nel buio. Sono diverse le ipotesi, ma nessuna ancora si può considerare quella certa. Si considerano i fattori ambientali come l’esposizione a determinate sostanze chimiche come per esempio piombo, mercurio, alluminio o alcuni tipi di pesticidi agricoli, ma anche in questo caso siamo nell’ambito delle ipotesi e non ci possono essere definizioni certe. Le teorie più accreditate parlano di una predisposizione genetica alla malattia (presenza di un gene difettoso che non consente la produzione dell’enzima superossido dismutasi), di eccesso di glutammato (amminoacido delle cellule nervose), e la carenza dei fattori di crescita dei nervi, cioè sostanze che il nostro corpo produce in maniera naturale, ma che non vengono più prodotte nei malati di SLA. Altre ipotesi minori puntano il dito anche sulle infezioni virali e sui gravi traumi fisici.

Riconoscere la malattia ai primi stadi è molto importante per poter intervenire almeno per rallentarla, ma è molto difficile. Si comincia con la perdita della capacita di movimento di alcuni muscoli, e poi la malattia progredisce in mesi o anni, fino alla paralisi quasi completa. Non potendo essere usati, i muscoli pian piano si atrofizzano (diventano più sottili). Le uniche funzioni che restano attive sono il movimento degli occhi, le funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali. Ciò significa che la persona che ne è affetta continua a pensare, a capire e a ragionare come se non fosse malata, ma purtroppo non riesce a parlare o a muoversi. I muscoli a movimento involontario, come per esempio il cuore, invece non vedono intaccata la loro funzione perché si interrompono solo gli stimoli ai muscoli volontari, e per questo una persona ammalata, adeguatamente assistita, può convivere con la malattia per anni. Chi ne è affetto non prova quasi mai dolore fisico, ma psicologicamente la malattia è devastante perché si dipende completamente da altre persone per l’alimentazione e per le normali attività fisiologiche.

Diagnosi e terapia della SLA

Non esiste ad oggi un test specifico per diagnosticare la SLA. Un neurologo può effettuare tutta una serie di accertamenti per escludere altre malattie con gli stessi sintomi, e tali esami possono anche essere ripetuti nel tempo.

Ad oggi non esiste un modo per curare la SLA, però in Europa e negli Stati Uniti è stato approvato un farmaco, il riluzolo, che agisce proprio sul glutammato e riesce un po’ a rallentare il progresso della malattia, ma non a fermarla completamente. Se diagnosticata in tempo, il decorso della malattia può essere rallentato con alcune terapie, ma purtroppo siccome la SLA è imprevedibile, ogni paziente reagisce in maniera diversa e quindi il percorso da intraprendere varia di caso in caso.

Fonti: Aisla; Alsa; Webmd
Foto: Freeimages

Potrebbe interessarti anche:

Graffio del gatto: quali malattie può trasmettere e come curarlo

Un gatto ti ha graffiato e sei preoccupato per la trasmissione di malattie? Niente paura! Scopri come medicare il graffio di un gatto e come riconoscere i sintomi di un'infezione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.