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Extrasistole: quando il cuore salta nel petto

palpitazioni ed extrasistole

Capita più frequentemente di quanto si possa pensare un caso di extrasistole, ovvero una sensazione anomala nel petto in cui sembra che il cuore faccia un battito in più. La sensazione prende anche il nome comune di palpitazioni quando sono particolarmente forti. A volte la sensazione è che il cuore salti un battito, o che di battiti in più ce ne siano più di uno. Si tratta di un fenomeno sul quale la scienza sta ancora indagando e che coinvolge l’attività elettrica del muscolo cardiaco, nella maggior parte dei casi non derivante da patologie preoccupanti. La contrazione prematura è una risposta ad un impulso che deriva da qualche altra parte del cuore. Le extrasistole capitano a qualsiasi età, indifferentemente tra uomini e donne e non indicano necessariamente la presenza di una patologia cardiaca.

Le extrasistole possono essere fenomeni sporadici, ma in alcuni casi possono presentarsi piuttosto spesso. È possibile distinguere tra almeno quattro tipologie diverse di extrasistole, a seconda del punto nel quale colpiscono, e per gli effetti che comportano:

  1. Sinusali: danno la sensazione di perdere un battito. In realtà comportano una forma compensatoria che “recupera” il battito extra che c’è stato poco prima;
  2. Atriali: non comportano una pausa compensatoria, sono le più comuni tra gli adulti. Si stima infatti che, con un monitoraggio Holter per 24 ore, circa il 60% degli adulti sani le provi;
  3. Ventricolari: comportano una pausa compensatoria, caratterizzata da quello che viene spesso definito “tuffo al cuore” che degenera in tachicardia. Più comunemente capitano ai pazienti con qualche problema cardiaco e sono normali in seguito ad un infarto, ma possono capitare anche in assenza di patologia cardiaca;
  4. Giunzionali.

Cosa causa le extrasistole

Come abbiamo visto, nella maggior parte dei casi non c’è una vera e propria causa delle extrasistole, sono innocue e non rappresentano un pericolo per la vita. Per comodità possiamo suddividere le cause delle extrasistole tra patologie e non patologie. Tra le cause più innocue possiamo annoverare alcuni stili di vita non sani come abuso di alcolici, di droghe, farmaci o tabacco, ma anche di té o caffè; stanchezza, sforzo fisico eccessivo, stress, ansia, privazione del sonno, pasto abbondante, ernia iatale e reflusso gastroesofageo. Nelle donne in gravidanza possono comparire frequentemente, ma passano dopo il parto. In casi rari le extrasistole possono anche indicare ipotiroidismo o disturbo elettrolitico.

Le cause che possono indicare nell’aritmia un problema un po’ più serio sono una cardiopatia ischemica, ipertensione, infarto miocardico, disfunzioni alle valvole del cuore, cardiomiopatia, ipertrofia ventricolare o infezioni in corso.

Come curare le extrasistole

Parlare con il medico delle sensazioni di battito extra o irregolare è il primo passo da compiere. Oltre ad indicare le palpitazioni, bisogna spiegare al medico anche se ci sono cause scatenanti come quelle indicate sopra (ansia, abuso di alcool, ecc.), e indicare altri eventuali sintomi associati come dolore al petto, vomito, pallore, nausea, difficoltà di respirazione o altri ancora. Dopo aver misurato il polso e il battito cardiaco, il medico potrà sottoporre il paziente ad altri test come elettrocardiogramma, monitoraggio Holter, ECG, e se si sospettano patologie sottostanti, verranno effettuati dei test per diagnosticare un’eventuale malattia.

Come detto, nella maggior parte dei casi le extrasistole sono benigne e dunque il medico non può far altro che raccomandare al paziente di fare a meno delle sostanze che le causano (per quanto riguarda i farmaci, bisogna effettuare un’attenta valutazione medica), oppure consigliare di vedere uno psicologo per combattere gli stati d’ansia. Se invece la causa deriva da un’anomalia cardiaca o da una malattia, possono essere prescritti alcuni farmaci o è anche possibile l’intervento chirurgico per correggere la disfunzione.

La maggior parte delle extrasistole sono temporanee e non invalidanti. Si può imparare a conviverci, almeno finché non peggiorano e non sono causate da malattie più serie. Una volta risolto il problema che le causa, è possibile guarire del tutto o ridurle ad eventi molto rari.

Fonti: Medicinenet; Ipsico; patient.co.uk
Foto: Photl

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