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Morbo di Addison, sintomi e terapia dell’ipocorticosurrenalismo

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Il morbo di Addison, il cui nome scientifico è ipocorticosurrenalismo, è una malattia cronica che colpisce le ghiandole surrenali. Si tratta di una malattia rara descritta per la prima volta nel lontano 1563, ma catalogata solo trecento anni dopo da Thomas Addison, e che è diventata famosa nei giorni nostri dopo che è stata diagnosticata all’ex Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy. Si tratta di una condizione medica che, se non curata, può portare in breve tempo alla morte, ma se trattata nella maniera corretta consente a chi ne è affetto di vivere una vita pressoché normale.

I sintomi del morbo di Addison

Il morbo di Addison colpisce i reni, e più precisamente le ghiandole surrenali che si trovano in cima ad entrambi i reni. Il midollo interno alle ghiandole produce l’ormone dell’adrenalina, la sua corteccia invece produce cortisolo e aldosterone. Questi ormoni aiutano il corpo umano a combattere le infiammazioni, produrre zucchero nel sangue, controllare la quantità d’acqua nel corpo, regolare i livelli di sale, carboidrati e grassi nel sangue e regolare la pressione sanguigna. Sono tutte funzioni vitali che, quando la malattia colpisce, vengono messe in pericolo. L’assenza di una o più di queste funzioni può comportare uno stato di shock noto come crisi di Addison, un’emergenza medica.

Quando compaiono i primi sintomi bisogna intervenire immediatamente perché significa che la malattia è già progredita. I sintomi infatti compaiono soltanto quando la corteccia surrenale è distrutta per il 90%, il che può richiedere mesi o anni dall’insorgere della malattia. I primi sintomi che si possono notare sono affaticamento, debolezza, perdita di peso, aumento della pigmentazione della pelle, bassa pressione sanguigna, vomito, nausea, dolore ai muscoli e alle articolazioni e voglia di mangiare cibi molto salati. Trattandosi di sintomi di malessere molto comuni, di solito si tende a trascurarli o a pensare ad altre condizioni mediche più comuni. Difficilmente si pensa ad una disfunzione surrenale fino al momento della crisi di Addison. Tale condizione si verifica con la cosiddetta “insufficienza secondaria”, spesso causata dalla formazione di un tumore ipofisario o un adenoma, quando non vengono più prodotti il cortisolo o gli androgeni surrenali. In questa prima fase l’aldosterone viene ancora prodotto perché stimolato da altri sistemi regolatori ormonali.

Non è purtroppo sempre chiaro il motivo per il quale si sviluppa il morbo di Addison. Quando fu scoperta nel XIX secolo, la causa più comune era la tubercolosi. Oggi invece nei Paesi Occidentali la causa più comune (nel 70% dei casi) è l’atrofia distruttiva che porta il sistema immunitario ad attaccare i propri organi; nei Paesi del Terzo Mondo è invece l’HIV a causarla il più delle volte. Ma il morbo di Addison può anche essere causato da un uso massiccio di farmaci, come il cortisone, a lungo termine, che vengono poi improvvisamente interrotti. Questo comportamento può portare alla soppressione surrenalica secondaria, cioè causa una perdita temporanea o definitiva della funzione surrenale. Altre cause meno comuni possono essere sanguinamento dalle ghiandole surrenali in seguito ad una ferita, diffusione di un cancro nell’area o altre infezioni.

Come si cura il morbo di Addison

Per diagnosticare il morbo di Addison bisognerà sottoporsi ad analisi del sangue (in particolare si analizzeranno sodio, potassio e cortisolo, ma si cercheranno anche gli anticorpi per le malattie autoimmuni), test di stimolazione ghiandolare, test dell’ipoglicemia ed una tomografia computerizzata. È molto importante anche spiegare al medico i propri sintomi nel dettaglio.

Fino agli anni ’40 del secolo scorso il morbo di Addison non era curabile e portava inevitabilmente al decesso. Con l’invenzione dei farmaci steroidei invece oggi i pazienti possono sperare in una vita normale, a patto che il medico riesca ad individuare il dosaggio corretto per non affaticare i reni. I pazienti sono tenuti a sottoporsi a controlli periodici per eventualmente regolare il dosaggio visto che sono costretti ad assumerli per tutta la loro vita. I medicinali possono essere assunti per via orale o per iniezione, mentre per le donne possono essere previste terapie ormonali sostitutive.

Fonti: Addison.org; Mayoclinic; Aipa
Foto: Wikimedia Commons

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