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Guerra in Ucraina: il punto della situazione a fine febbraio

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Che fine ha fatto l’Ucraina? Tra le nostre beghe interne e la minaccia dell’Isis, il mondo sembra essersi dimenticato della guerra in Ucraina. O per meglio dire, al momento si può parlare tranquillamente di guerra fredda visto che non si spara più, ma la tensione è molto alta. Paradossalmente forse anche più alta rispetto a quando si sparava perché tutto intorno al confine russo-ucraino c’è una corsa alle armi che non lascia presagire nulla di buono.

L’ultima provocazione riguarda il fronte più caldo di tutti: il gas. Proprio il gas infatti era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso già colmo tra i due Paesi. La Russia fa infatti sapere che l’Ucraina ha pagato il gas russo per soltanto 3-4 giorni ancora. Terminate le scorte, finché non pagherà altro gas non fornirà più un solo metro cubo, a meno che non arrivi un bonifico anticipato. Gli ucraini, che stanno ancora facendo la conta dei danni, partono al contrattacco e affermano che se i russi non concedessero il gas, taglierebbero le forniture alla zona orientale del Paese, più precisamente alle zone di Donetsk e Luhansk in mano ai separatisti.

Per Putin questo è un atto di genocidio, lì le temperature ancora per un mese sono attese al di sotto dello zero, e se alla carestia si aggiunge anche il taglio del gas, quelle popolazioni rischiano di morire di stenti soltanto perché vogliono annettersi alla Russia. Ma non finisce qui. In caso di intemperanze del parlamento di Kiev, che afferma di essere autosufficiente dal punto di vista energetico, Putin afferma che anche il rifornimento verso l’Europa sarebbe a rischio. Certo, da noi si va verso la fine dell’inverno, ma molti Paesi, Italia compresa, hanno comunque bisogno del gas russo.

Intanto la situazione si fa tesa anche intorno al confine. I Paesi scandinavi e gli ex sovietici Estonia, Lettonia e Lituania, nonostante facciano parte dell’Unione Europea, si sentono ancora minacciati dalla Russia che potrebbe avere mire anche su di loro. In Estonia si sta completando una delle più grandi installazioni di basi americane in Europa, e ieri sono arrivati anche i carri armati. Nella giornata di ieri si è celebrato il giorno dell’Indipendenza nel quale hanno sfilato anche mezzi e uomini della Nato (con militari britannici, spagnoli e di altre nazionalità) per far sentire la vicinanza della forza di pace internazionale; in Lituania il Parlamento ha appena approvato la leva obbligatoria maschile per i prossimi 5 anni e durerà 9 mesi. Ma la Russia non sta a guardare, continua costantemente a violare lo spazio aereo europeo con i suoi caccia “in esercitazione”, e continua ad effettuare esercitazioni militari al confine con la Lettonia. Insomma, la situazione è tesa, nonostante non si spari più un colpo.

Foto: Freeimages

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