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LIbertà di stampa: nel 2015 l’Italia crolla al 73esimo posto

liberta di stampa 2015

In Italia la stampa non ha mai brillato per libertà, questo era noto da tempo. Con i giornali nelle mani dei grandi gruppi finanziari e le principali televisioni controllate dalla politica, da sempre il nostro Paese, in quanto a libertà di stampa, è stato tra gli ultimi posti per quanto riguarda i Paesi Occidentali, in una posizione di mezzo tra la stampa veramente libera e quella controllata. Quest’anno però abbiamo toccato il fondo.

Come ogni anno Reporter Senza Frontiere ha redatto il suo World Press Freedom Index, e con l’Italia ci è andato giù pesante: 73esimo posto, mai cosi male nella storia. Per anni ci siamo mantenuti intorno a quel 49esimo posto che ci caratterizzava lo scorso anno, in quella fascia di Paesi con la stampa “parzialmente libera” che però era molto vicina alla zona della libertà. I 24 posti persi quest’anno sono una dura mazzata, ma da cosa sono dipesi?

Secondo i giornalisti internazionali, a far calare l’indice della libertà di stampa sono gli aumenti delle minacce da parte della mafia ai nostri giornalisti. Una mafia che, come hanno dimostrato le inchieste Mafia Capitale e gli arresti di ‘ndrangheta a Milano, in Emilia Romagna ed in altre zone del Nord Italia che una volta si diceva fossero libere dalle mafie, ormai tiene sotto scacco tutti. Giornalisti compresi. Nel 2014, riporta RSF, ci sono state 43 aggressioni ai danni di giornalisti e 7 incendi dolosi che hanno colpito case o automobili dei giornalisti.

Sono in aumento anche i processi per diffamazione, un’arma troppo spesso usata da Golia contro Davide per imbavagliare la stampa, che nel 2014 sono stati ben 129, 45 in più dell’anno precedente. Va detto che un po’ in tutto il mondo la situazione è peggiorata. Sono molte le nazioni, anche Occidentali, che perdono posizioni nella libertà di stampa come Francia e Spagna messe in difficoltà dai rapporti loschi delle banche interne che ancora non sono facili da spiegare. Secondo l’Index 2015, nel 2014 si è perso l’8% della libertà di stampa mondiale, soprattutto a causa dell’interferenza di molti governi, in particolare in Europa, nelle attività dei giornalisti, ma anche a causa del terrorismo, tra Isis e Boko Haram, che tolgono la libertà di informazione nei Paesi in cui sono presenti.

Tornando alla classifica, non cambia la vetta. Il Paese con la stampa più libera resta la Finlandia. Cambia invece il secondo posto, lo scorso anno occupato dall’Olanda (scesa al quarto posto), ed invece quest’anno occupato dalla Norvegia, seguita dalla Danimarca che ha guadagnato ben 4 posizioni. A chiudere la top 10 troviamo Svezia, Nuova Zelanda, Austria, Canada, Jamaica ed Estonia. Tra i grandi Paesi troviamo la Germania dodicesima, la Svizzera ventesima, la Spagna 33esima, la Francia 38esima e gli Stati Uniti al 49esimo posto.

L’Italia rientra nella zona preoccupante, nella quale si trovano quei Paesi in cui la libertà di stampa è ancora un diritto, ma è fortemente controllata. Prima di noi compaiono nazioni come Guyana, Serbia, Bosnia Herzegovina e persino Georgia e Senegal, non proprio Paesi considerati liberissimi. Tra i Paesi Occidentali solo Grecia e Bulgaria fanno peggio di noi. A chiudere la graduatoria, i Paesi in cui invece c’è meno libertà di stampa sono Eritrea, Corea del Nord, Turkmenistan, Siria, Cina e Vietnam.

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