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L’accordo di Minsk porta ad un temporaneo cessate il fuoco

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È durato tutta la notte l’incontro a quattro tra Putin, Poroshenko, Merkel e Hollande, nel tentativo di mettere fine al conflitto che da oltre un anno sta dilaniando il confine tra Ucraina e Russia. A Minsk, capitale della Bielorussia, i quattro leader si sono incontrati per cercare di mettere la parola fine ai bombardamenti, e dopo ben 13 ore di colloquio, metà delle quali trascorse con i propri staff diplomatici e metà invece chiusi loro quattro soli in una stanza, probabilmente si è ottenuto il massimo che si poteva ottenere.

L’accordo di Minsk trovato alle prime luci dell’alba prevede infatti che, a partire da sabato 14 febbraio, entrambi gli schieramenti, quello russo e quello ucraino, ritirino almeno le armi pesanti da una zona si sicurezza che separa Russia e Ucraina, una zona franca nella quale non governerà nessuno, ma che servirà da cuscinetto per evitare che ognuna delle due fazioni si scontri con l’altra. Ovviamente si tratta di una soluzione temporanea finché non si trovi un modo definitivo per chiudere la questione, ma intanto permette alla popolazione ucraina di tirare un sospiro di sollievo.

Ieri infatti avevano perso la vita altre 15 persone e 63 erano rimaste ferite in seguito ad un bombardamento missilistico, e persino durante i colloqui dei colpi di artiglieria su una stazione di autobus avevano mietuto altre 4 vittime. Il Presidente dell’Ucraina Poroshenko però non si fida del suo omologo russo e sembra intenzionato ad istituire la legge marziale. Si tratta di un provvedimento di urgenza, preso di solito in periodo di guerra, che prevede alcune restrizioni come il coprifuoco e per il quale in caso di alcune tipologie di reati è prevista l’esecuzione immediata. Il timore di Poroshenko è che i russi, pur ritirando le truppe, continuino a girare indisturbati per le strade nelle zone calde, effettuando altri attentati e mettendo in pericolo l’Ucraina in quelli che proprio Poroshenko ha definito come “crimini contro l’umanità”. Ricordiamo che nell’ultimo anno hanno perso la vita oltre cinquemila persone in questo insensato conflitto.

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