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Isis: Kobane liberata, è la fine dello Stato islamico?

kobane liberata dai curdi

Fino a qualche settimana fa l’Isis faceva paura. Dopo l’attentato in Francia il timore che i fanatici estremisti potessero mettere in pericolo la vita degli Occidentali serpeggiava dentro ognuno di noi. Certo, nessuno ha mai creduto alle folli minacce dei capi del movimento che prevedevano di “conquistare Roma”, ma dopo la giornata di oggi l’Europa ha un po’ meno paura. I curdi infatti avrebbero liberato la città di Kobane, in Siria, dopo mesi di conflitto. Può sembrare una notizia da poco, ma invece ha una forte valenza di carattere psicologico e geopolitico.

Kobane infatti era il primo passo verso la conquista delle città ribelli e l’istituzione del cosiddetto Stato Islamico, uno Stato sovranazionale governato dalla legge coranica con a capo l’Isis e le altre organizzazioni estremistiche (talebani, Boko Haram e altri), che avrebbe un giorno invaso anche l’Europa e, appunto, conquistato Roma. I ribelli curdi, armati dall’Occidente, sembra invece abbiano avuto la meglio e così, riconquistando la città di Kobane, sembrano avere soffocato sul nascere ogni velleità di espansione.

Dopo 4 mesi di combattimenti e circa 1.500 morti stimati, nelle ultime ore i curdi sono riusciti a salire sulla collina sulla quale gli estremisti avevano issato la bandiera nera dell’Isis e l’hanno sostituita con quella tricolore del Kurdistan. Stando alle stime degli stessi curdi, ormai i terroristi sono stati cacciati da circa il 90% del territorio cittadino. E a questa notizia si aggiunge anche quella arrivata dall’Iran dove è stata liberata l’area a Nord-Est del Paese denominata Diyala, anch’essa sotto il controllo dell’Isis fino a qualche giorno fa.

L’Occidente però aspetta a festeggiare. Dal Dipartimento di Difesa americano ai generali europei, tutti vanno cauti, prendono la riconquista di Kobane come una vittoria della battaglia, ma non della guerra. Il timore principale infatti resta quello di attentati in stile Charlie Hebdo, ed anche il Califfato è tutt’altro che smantellato visto che mantiene il controllo di buona parte della Siria ed alcune città dei Paesi confinanti.

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