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Napolitano si dimette oggi: i possibili successori

giorgio napolitano

Nella giornata di oggi Giorgio Napolitano si dimetterà da Capo dello Stato. L’ormai ex Presidente della Repubblica, nel giorno della sua seconda elezione (prima volta nella storia) avvisò tutti: era anziano e non avrebbe terminato il settennato. Le forze ormai vengono a mancare, e lo si nota persino durante i discorsi che, negli anni, si sono fatti sempre più biascicati e faticosi. Per il senso delle Istituzioni però, il Presidente ha deciso di lasciare il suo posto solo dopo la fine del semestre europeo a guida italiana, per dare almeno un minimo di parvenza di unità delle cariche dello Stato in un periodo in cui di unità ce n’è davvero poca. Lascerà così oggi, all’età di 89 anni.

Ha fatto il giro del Paese la risposta di Napolitano di ieri ad una bambina che gli chiedeva cosa avrebbe fatto adesso. Ha detto che sarebbe tornato a casa per stare più tranquillo e avrebbe “passeggiato un po'”. Ovviamente la storia è leggermente diversa. I Capi di Stato, secondo quanto prescritto dalla Costituzione, diventano automaticamente Senatori a vita. E come ricorda questa mattina il Fatto Quotidiano, sarà un pensionato d’oro, e forse anche qualcosa in più: scorta, segretaria, guardarobiere, assistenti, telefono satellitare, servizi gratuiti, auto con autista e una “misera” pensione da 15 mila euro al mese. Ma dopotutto lui è stato per 9 anni la reincarnazione dell’Italia, e qualche benefit se lo sarà pure guadagnato, nonostante i tanti annunciati tagli al Quirinale mai arrivati.

Un secondo dopo le dimissioni di Napolitano poi, si aprirà la partita più calda, quella del successore. Secondo quanto scritto nella Costituzione, entro 15 giorni i Presidenti delle Camere dovranno convocare le riunioni per eleggere il nuovo Capo dello Stato, e si prevedono battaglie. La speranza è di trovare una figura che, come Napolitano, metta tutti d’accordo, preferibilmente una che non abbia alle spalle una carriera politica, ma anche se l’avesse, che non scontenti nessuno. Il sondaggio aperto dal Fatto Quotidiano vede attualmente in testa tra le preferenze del pubblico Stefano Rodotà il quale però difficilmente sarà anche preso in considerazione per il Quirinale per il semplice “peccato mortale” di essere sostenuto dal Movimento 5 Stelle. Molto quotato anche Romano Prodi, ma visto che Renzi vuol trovare l’accordo con Berlusconi, anche questo nome sarebbe da depennare.

Un nome che potrebbe piacere un po’ a tutti è quello di Fernando Imposimato, giudice antiterrorismo che piace sia a Berlusconi che a Grillo (forse è l’unico). Discorso simile a quello fatto per Rodotà lo si può fare per Zagrebelsky, mentre tra le donne fino a pochi giorni fa la favorita era Emma Bonino, ma viste le sue condizioni di salute, e il cancro recentemente annunciato, crediamo difficile che le sarà affidato il compito di rappresentare l’Italia. La segue nelle preferenze Milena Gabanelli, ma non avendo mai avuto nulla a che fare con la politica, crediamo sia un nome che i parlamentari non prenderebbero mai nemmeno in considerazione. Tra i nomi che si fanno in questi giorni ci sono anche quelli di Mario Monti e Mario Draghi. Il primo però è considerato un po’ come l’ultima carta da giocare, Draghi invece ha già detto di no: finché sarà a capo della BCE (cioè fino al 2019) non lascerà il suo posto.

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