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Attentato a Charlie Hebdo: 12 morti, arrestato uno dei killer

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Nella giornata di ieri la Francia ha vissuto il suo 11 settembre. Tre terroristi armati di kalashnikov sono entrati nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo ed hanno freddato in tutto 12 persone ferendone altre 11, delle quali 5 in maniera grave. Sono morti 8 tra giornalisti e vignettisti, tra i quali il direttore del giornale e le firme principali, le due guardie del corpo del direttore che da tempo era minacciato dagli islamisti, il portiere dello stabile ed un poliziotto che si era lanciato all’inseguimento dei tre e che è stato freddato in mezzo alla strada, sotto l’occhio della telecamera di uno smartphone che ha ripreso la scena.

L’attacco era mirato e ben studiato. I terroristi infatti avevano preso di mira esattamente le persone che hanno ucciso, ree a loro dire di avere offeso Maometto e l’Islam con le loro vignette. Nella religione islamica infatti è vietatissimo scherzare sulla religione, ed è anche vietato riprodurre l’immagine di Maometto. Charlie Hebdo ha fatto entrambe le cose. Secondo la linea editoriale del giornale si può scherzare su tutto, e questa è stata la sua condanna a morte. Secondo il racconto dei testimoni, i terroristi chiamavano per nome i redattori che volevano uccidere, segno che non erano dei kamikaze che colpivano alla cieca ma avevano degli obiettivi ben precisi.

Cinque minuti in tutto è durato il raid, poi i tre che parlavano meglio il francese dell’arabo sono saliti su una Citroen nera e sono partiti verso il Nord di Parigi, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco per tre volte con la polizia (in uno di questi episodi è morta la dodicesima vittima) e sono poi spariti nel nulla dopo aver cambiato auto. Le ricerche però non sono durate molto. Uno dei terroristi ha infatti perso, nella concitazione, la sua carta d’identità, e dopo aver escluso l’ipotesi depistaggio, i tre sono stati subito individuati.

Si tratta dei fratelli Said e Cherif Kouachi, originari dell’Algeria, rispettivamente 32 e 34 anni, recentemente tornati dalla Siria dopo aver combattuto al fianco dell’Isis. L’altro è un diciottenne, Amid Mourad, l’uomo che ha perso la carta d’identità. Il suo nome è uscito subito sui giornali online e per evitare rappresaglie contro la sua famiglia, ha deciso di costituirsi questa notte. Mourad si è però subito auto-assolto: lui era solo alla guida dell’auto, racconta, e a sparare sono stati gli altri due complici. La polizia è comunque sulle loro tracce, già ieri sera si diceva fossero stati catturati. In realtà sono ancora in circolazione, ma braccati e dunque con poche chance di sfuggire all’arresto.

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