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Decreto fiscale: la norma salva-Berlusconi fa infuriare l’Italia

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Una norma nel decreto fiscale del Governo Renzi suona tanto come decreto salva-Berlusconi. Per fortuna c’è chi se n’è accorto in tempo, prima che entrasse in vigore, ed ha permesso che tutto fosse bloccato. L’articolo sotto accusa è il 19-bis del decreto legislativo 74/2000 sui reati tributari, contenuto all’interno della più vasta riforma dei reati tributari, una delle tante riforme riguardanti il fisco che Renzi ha intenzione di portare avanti per “riformare l’Italia”. In molti però hanno visto in questo articolo lo scotto da pagare per il patto del Nazareno. Ma di cosa si tratta?

La norma salva-Berlusconi

A leggerla così non sembra nulla di particolarmente scandaloso. Il testo recita che non è reato “quando l’importo delle imposte sui redditi evase non è superiore al tre per cento del reddito imponibile dichiarato o l’importo dell’imposta sul valore aggiunto evasa non è superiore al tre per cento dell’imposta sul valore aggiunto dichiarata”. Traduzione: non è punibile una persona che evade un’imposta del 3% inferiore a quanto dichiara, o un’Iva inferiore al 3% del totale pagato. Se un contribuente dichiara 10 mila euro di reddito imponibile e non dichiara fino a 300 euro, non è punibile. Sembra un modo per non punire chi non dichiara solo una piccola parte del tutto. In molti però l’hanno letta diversamente.

Silvio Berlusconi è infatti stato condannato a 4 anni di reclusione (3 indultati) e all’esclusione dalle cariche pubbliche per 6 anni (legge Severino) per un’evasione fiscale di 7 milioni di euro che, guardacaso, rappresentavano il 2% del suo imponibile fiscale. In questo modo, ponendo il limite al 3%, le persone che erano state precedentemente condannate per questo reato, venivano riabilitate, sarebbero cadute sia la condanna che la legge Severino per Berlusconi, e l’ex Cavaliere sarebbe potuto tornare a fare politica.

Molti giornali si sono accorti di questa possibilità, dato che da tempo si sospetta di un accordo segreto tra Renzi e Berlusconi, e così il Premier ha deciso di sospendere tutto finché non verrà fatta chiarezza sulla norma. In seguito alle polemiche, per dimostrare che la legge non è stata fatta per salvare l’ex Presidente del Consiglio, potrebbe essere introdotta solo per le condanne per dichiarazione infedele, escludendo così Berlusconi che invece è stato condannato per frode fiscale.

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